Videomessaggio di Sua Beatitudine Sviatoslav nella 233 ª settimana della guerra: «Quanto più il mondo parla di pace, tanto più la Russia uccide le persone in Ucraina»
Nel suo videomessaggio nella 233 ª settimana della guerra, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha invitato la comunità internazionale a non abituarsi alla tragedia della guerra in Ucraina. Ha ricordato i recenti massicci attacchi russi contro le città ucraine, ha sottolineato la riluttanza della Russia a condurre veri negoziati di pace e ha condannato con forza i tentativi di giustificare la guerra con la religione.

Facendo il bilancio dell’ennesima settimana della guerra su vasta scala, Sua Beatitudine Sviatoslav ha evidenziato che gli ultimi giorni sono stati tra i più tragici per l’Ucraina. Solo a causa del massiccio attacco con missili e droni nella notte del 30 luglio decine di persone sono rimaste uccise, mentre centinaia sono rimaste ferite. Tra le vittime c’era un’intera famiglia numerosa nei pressi di Kryvyi Rih, uccisa nella propria casa da un missile di produzione nordcoreana.
«Tutto il mondo cerca le vie per la pace, mentre la Russia ancora una volta sceglie la via della guerra», ha sottolineato il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina.
Ha richiamato l’attenzione sul fatto che gli sforzi diplomatici internazionali al momento non stanno producendo i risultati attesi e che l’intensità degli attacchi russi continua a crescere. Secondo il Primate, il mese di luglio è stato il più letale per la popolazione civile dall’inizio dell’invasione su vasta scala: oltre 400 persone sono morte e più di 2.200 sono rimaste ferite o hanno subito le conseguenze degli attacchi; si tratta per la maggior parte di civili, tra cui donne e bambini.
«Purtroppo, finora nessuno sforzo diplomatico sta dando risultati: quanto più si parla di pace ai massimi livelli, tanto più la Russia uccide persone in Ucraina», ha detto.
Inoltre, Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso particolare preoccupazione per i tentativi di attribuire alla guerra una giustificazione teologica. Ha criticato il nuovo libro del Primate della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill, intitolato Guerra al di là di cause ed effetti.
«Nel libro si legge che la guerra sarebbe un ”disegno di Dio”. E l’autore invita i suoi fedeli a sviluppare una nuova forma di patriottismo, in cui il patriottismo non è più amore per la patria e per il proprio popolo, ma fedeltà a un presunto ”disegno di Dio”. Predicando un ”dio” che benedice la guerra, il capo di questa Chiesa esorta i militari russi a non allontanarsi dal dovere di vincere…», ha osservato Sua Beatitudine Sviatoslav.
Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, questa retorica non è soltanto una distorsione teologica della fede cristiana, ma anche un serio ostacolo morale al dialogo ecumenico tra le Chiese.
Ha ricordato che Papa Leone XIV, insieme al Concistoro dei cardinali, ha recentemente ribadito l’inaccettabilità del concetto di «guerra giusta», mentre a Mosca si continua a promuovere la visione opposta.
«Noi crediamo in Dio, che è Fonte di pace. Noi crediamo in Dio, che è Amore. Nel suo disegno non c’è la guerra, perché Egli è il Dio della vita», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.
In conclusione, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha espresso gratitudine a tutti coloro che lavorano per porre fine alla guerra, sia in Ucraina sia in Medio Oriente, riaffermando ancora una volta l’incrollabilità spirituale del popolo ucraino: «l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


