«Oggi viene forgiato il futuro del nostro popolo e dello Stato ucraino» — Sua Beatitudine Sviatoslav nella 238 ª settimana della guerra
Il futuro del popolo ucraino e dello Stato dipende dal fatto se riusciremo oggi a sostenere la famiglia ucraina, ad aiutare le persone a restare in Ucraina e a conservare l’unità tra gli ucraini nel mondo. È su questo tema che Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, si è soffermato nel consueto videomessaggio della 238 ª settimana della grande guerra che la Federazione Russa conduce contro l’Ucraina.
Il Primate ha osservato che ogni settimana di guerra è allo stesso tempo «una settimana di eroica resistenza degli ucraini contro l’aggressore russo», ma anche una settimana di nuove vittime e perdite. Ha sottolineato in particolare gli attacchi prolungati della Russia contro Kyiv e la regione di Kyiv.
«Da quasi dieci giorni prosegue ininterrottamente l’attacco che l’aggressore russo conduce contro Kyiv e la regione di Kyiv», ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav, sottolineando che il nemico cerca di paralizzare la capitale.
Il Capo della Chiesa ha richiamato l’attenzione sul fatto che, dopo l’inizio dell’anno scolastico, gli attacchi contro gli istituti di istruzione sono particolarmente pericolosi: «Abbiamo a che fare con un terrorismo di Stato, in cui proprio i civili, in particolare gli alunni, diventano obiettivi mirati degli attacchi con droni e missili russi nei momenti più vulnerabili della loro vita».
Nonostante le circostanze, il Primate ha ringraziato Dio e le Forze Armate ucraine per la possibilità di vivere e lavorare anche in queste condizioni. «La vita continua: i bambini studiano, gli insegnanti e i professori tengono lezioni nelle scuole e nelle università, i medici continuano a curare, e la Chiesa prega», ha osservato.
Sua Beatitudine Sviatoslav ha dedicato particolare attenzione al percorso sinodale della Chiesa greco-cattolica ucraina. Nelle eparchie e negli esarcati della Chiesa nei diversi paesi si stanno svolgendo forum dedicati alla pastorale della famiglia e all’implementazione delle decisioni del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina. Un processo che si concluderà con il Forum generale della Chiesa, previsto per il 7 novembre.
Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, questa settimana l’attenzione si è concentrata sulla questione della crisi demografica in Ucraina. Alla discussione sono stati invitati esperti del Frontier Institute che si occupano di questioni demografiche e migratorie.
Sua Beatitudine Sviatoslav ha individuato quattro direttrici importanti per rispondere alle sfide demografiche. La prima consiste nell’aiutare gli ucraini a restare in Patria e nel coltivare un «ottimismo sociale», affinché le persone possano progettare qui la propria vita e la nascita dei propri figli. La seconda consiste nel sostenere le famiglie, in particolare nel periodo della nascita e dell’educazione dei figli.
«Vogliamo davvero proteggere la fecondità della famiglia ucraina, aiutare, come Chiesa, le nostre ragazze e i nostri ragazzi a contrarre matrimoni cristiani e aiutare le giovani famiglie a prendersi cura dei propri figli e a non avere paura di mettere al mondo dei figli in Ucraina», ha sottolineato il Primate.
Un altro fattore importante indicato è la consapevolezza che gli ucraini sono una nazione transfrontaliera. Secondo i dati, oggi in Ucraina vivono 29 milioni di ucraini, mentre nel mondo se ne contano circa 60 milioni. Per questo, secondo il Capo della Chiesa, l’unità della comunità ucraina dentro e fuori il Paese, e il sostegno reciproco, sono particolarmente importanti.
La quarta direttrice riguarda la preparazione al futuro ritorno degli ucraini in Patria dopo la fine della guerra.
«Dunque, il futuro del nostro popolo, dello Stato ucraino, si sta davvero forgiando oggi. Ringrazio tutti coloro che oggi si prendono cura dell’unità della società ucraina e dell’unità della comunità ucraina mondiale. Ringrazio coloro che coltivanola fiducia reciproca tra la comunità e la famiglia ucraina», ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav.
Ha inoltre invitato a continuare a ripetere con fede e speranza: «L’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!».
Nel suo messaggio, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha parlato del documento pubblicato il 1 ° settembre, intitolato «Cristo in mezzo a noi» — Indicazioni mistagogico-teologiche sulla celebrazione dei Sacramenti nella Chiesa greco-cattolica ucraina. Sua Beatitudine ha spiegato che il documento rappresenta la risposta della Chiesa greco-cattolica ucraina al documento «Gestis verbisque», pubblicato il 2 febbraio 2024 dal Dicastero per la Dottrina della Fede, e costituisce una testimonianza della tradizione cristiana orientale della Chiesa greco-cattolica ucraina riguardo alla celebrazione dei Sacramenti.
Secondo quanto affermato da Sua Beatitudine Sviatoslav, in condizioni di guerra questa testimonianza è particolarmente attuale, poiché le persone che vivono ogni giorno in mezzo al pericolo della morte scoprono nuovamente i Sacramenti e cercano la Confessione e la Santa Comunione.
«Il Signore Dio non ci parla solamente attraverso la Parola di Dio, Egli agisce nella nostra vita attraverso i Sacramenti. La Parola di Dio e l’azione di Dio sono sempre state un unico mistero della vita liturgica della Chiesa di Cristo», ha sottolineato il Primate.
Ha espresso la speranza che il nuovo documento diventi un aiuto pratico per catechisti e sacerdoti, affinché i fedeli possano non solo conoscere i Sacramenti, ma anche «sperimentare, vivere un incontro personale con il Cristo vivo, che è presente nei Sacramenti durante questa crudele guerra».
In conclusione, Sua Beatitudine Sviatoslav ha pregato per l’Ucraina, per i suoi difensori e per la pace: «Dio, ferma questa guerra, ferma la violenza e l’uccisione dei Tuoi figli innocenti! Signore, dona all’Ucraina la Tua vera, giusta, celeste, divina e benedetta pace!».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


