Sua Beatitudine Sviatoslav nella 239 ª settimana di guerra: vivere quest’inverno significa prepararsi insieme ad affrontarlo
La nostra capacità di resistere a livello locale sarà la fonte della nostra forza durante l’inverno. Da come prepareremo oggi le nostre case dipenderà in gran parte la capacità dell’Ucraina di resistere durante i mesi più freddi. Lo ha affermato Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, nel suo tradizionale videomessaggio di guerra, giunto alla 239 ª settimana dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.
Questa settimana è stata molto difficile per l’Ucraina. La Russia ha intensificato i suoi attacchi, in particolare quelli aerei, contro le nostre città e i nostri villaggi.
«È interessante notare — ha osservato il Primate — che i principali obiettivi degli attacchi russi siano stati i palazzi residenziali. I russi hanno inoltre concentrato i loro attacchi contro scuole, ospedali e magazzini, in particolare quelli contenenti alimenti, medicinali e altri beni indispensabili alla vita delle grandi città. È stata colpita anche l’infrastruttura energetica».
I russi, sottolinea quindi il Capo della Chiesa, stanno deliberatamente e sistematicamente distruggendo le infrastrutture energetiche e di servizio essenziali delle nostre città e dei nostri villaggi, con l’obiettivo di trasformare queste città in città fantasma, soprattutto durante l’inverno.
Per questo, oggi, prepararsi responsabilmente all’inverno significa costruire insieme la resilienza e la vittoria.
«Di fronte alla sistematica distruzione dei servizi che nelle nostre città vengono forniti attraverso sistemi centralizzati — acqua, elettricità e riscaldamento — dobbiamo fare tutto il possibile per prepararci a questo inverno. Vivere quest’inverno significa prepararsi insieme ad affrontarlo. Prepararsi non significa lasciarsi prendere dal panico, ma utilizzare in modo responsabile e razionale il tempo dell’autunno che il Signore Dio ci dona», — esorta Sua Beatitudine Sviatoslav.
Il Primate ha invitato tutte le parrocchie, i monasteri e le comunità a diventare luoghi di resilienza energetica per il nostro popolo: «Dobbiamo preoccuparci non tanto di noi stessi, quanto fare tutto il possibile perché quest’inverno i nostri spazi possano essere aperti a coloro che soffriranno per il buio, il freddo e la mancanza d’acqua. Oggi il servizio della Chiesa significa diventare luoghi e centri di resilienza per le nostre città e i nostri villaggi durante questo periodo autunnale e invernale».
Il Capo della Chiesa rivolge inoltre un appello particolare ai nostri amici e partner internazionali, affinché aiutino oggi l’Ucraina a sviluppare una resilienza energetica a livello locale.
«Sappiamo che i piani del nemico di congelare l’Ucraina, di immergerci nel buio e nel freddo, non avranno successo. Insieme supereremo questo inverno; insieme riscalderemo e illumineremo tutti coloro che avranno bisogno del nostro amore cristiano, della nostra solidarietà e della nostra testimonianza cristiana», — ha affermato il leader spirituale degli ucraini.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina a RomaFoto – DTEK



