Sua Beatitudine Sviatoslav, alla 234 ª settimana di guerra: «Agli ucraini vogliono insinuare la tentazione che sia meglio una fine terribile che un terrore senza fine»

11 agosto 2026, 17:50 2

«Ancora una volta dobbiamo trovare in noi la forza per opporci non solo agli attacchi militari contro l’Ucraina, ma anche agli attacchi informativi contro la nostra anima e il nostro cuore». Lo ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, nel suo tradizionale videomessaggio, giunto alla 234 ª settimana dell’invasione su larga scala della Russia contro l’Ucraina.

Sua Beatitudine Sviatoslav, alla 234 ª settimana di guerra: «Agli ucraini vogliono insinuare la tentazione che sia meglio una fine terribile che un terrore senza fine»

Questa domenica segna la 234ª settimana di questa «terribile e sacrilega guerra» in Ucraina, durante la quale, ha ricordato il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina, ogni giorno «scorrono fiumi di sangue, si riversa un mare di lacrime» e l’Ucraina vede «montagne di cadaveri». Sua Beatitudine Sviatoslav ha ripreso le parole del Patriarca Josyf Slipyj, sottolineando che una simile realtà deve spingerci non soltanto alla preghiera, ma anche all’impegno concreto per porre fine alla guerra.

Particolarmente sanguinoso, ha osservato, è stato l’ultimo periodo, segnato dall’attacco notturno del 5 agosto contro Kyiv e la regione circostante. Il Primate lo ha definito «molto cinico e particolare»: «bruciavano le automobili, sono state distrutte abitazioni private e strutture di deposito», mentre tra le vittime vi erano civili che stavano aspettando il treno in una stazione ferroviaria. Complessivamente, secondo quanto riferito da Sua Beatitudine Sviatoslav, 17 persone sono rimaste uccise a seguito dell’attacco con missili balistici contro Kyiv e la regione di Kyiv.

Analizzando la finalità degli attacchi russi, il Capo della Chiesa ha sottolineato che il nemico non riesce a sfondare la linea del fronte né a privare l’Ucraina delle risorse necessarie per la sua difesa e per la vita quotidiana. Per questo, ha affermato, la Russia cerca di logorare gli ucraini sul piano morale e spirituale.

«Agli ucraini vogliono insinuare la tentazione che sia meglio una fine terribile che un terrore senza fine. Vogliono convincere gli ucraini che l’Ucraina sia inevitabilmente destinata, soprattutto questo inverno, a un collasso economico, a un collasso energetico e a molti altri scenari apocalittici che in realtà non hanno alcun fondamento né alcuna forza…», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Di fronte a questa situazione, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha esortato gli ucraini a resistere non soltanto all’aggressione militare, ma anche alla guerra informativa condotta contro le loro anime e i loro cuori. «Ancora una volta dobbiamo sentire dentro di noi di essere capaci di vincere, di resistere. Con l’aiuto di Dio siamo capaci di superare tutte le difficoltà che oggi ci troviamo ad affrontare», ha affermato.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso la propria gratitudine ai militari ucraini, ai soccorritori e ai medici che continuano a salvare vite umane dopo gli attacchi russi. Ha richiamato inoltre l’attenzione sul particolare pericolo a cui sono esposti coloro che intervengono sui luoghi colpiti, poiché gli attacchi russi possono essere diretti anche contro i soccorritori e il personale medico che cercano di estrarre le persone dalle macerie e di salvare vite umane.

Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha inoltre ringraziato tutti coloro che sostengono l’Ucraina, pregano per essa e rimangono accanto al popolo ucraino.

Concludendo il suo videomessaggio con una preghiera, Sua Beatitudine Sviatoslav ha chiesto a Dio di rafforzare la volontà degli ucraini «in tutto ciò che è buono e che serve a difendere e preservare la vita» e di benedire l’Ucraina con «la sua giusta pace celeste».

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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