Papa Leone XIV nell’anniversario della tragedia di Chornobyl: l’uso dell’energia atomica sia al servizio della vita e della pace
Al termine dell’incontro domenicale con i pellegrini, coinciso con l’anniversario della tragedia di Chornobyl, Papa Leone XIV ha invitato a pregare per coloro che soffrono ancora a causa delle sue conseguenze. In Piazza San Pietro erano presenti anche bambini di un gruppo di danza della regione di Kyiv, che il Papa ha menzionato in modo speciale.
Lo riferisce Vatican News.
All’1.23 del 26 aprile 1986 un guasto al reattore numero 4 della centrale atomica di Chernobyl, nei pressi di Kyiv in Ucraina, provocò il più grande incidente nucleare della storia. L’esplosione devastò l’interno dell’edificio sprigionando una nube di fumo radioattivo nell’atmosfera che, prima di diffondersi in tutta Europa, contaminò vaste aree dell’Ucraina stessa, della Belarus e della Russia, costringendo all’evacuazione migliaia di persone. Persone che non sono mai più ritornate nelle loro case, abbandonando definitivamente un territorio enorme che ancora oggi viene definito «inabitabile».
Nell’anniversario della tragedia, che provocò danni innumerevoli alla salute dell’uomo e gravi malformazioni genetiche nei nascituri, si leva la voce di Papa Leone XIV:
«Oggi ricorre il quarantesimo anniversario del tragico incidente di Cernobyl, che ha segnato la coscienza dell’umanità. Esso rimane un monito sui rischi inerenti all’uso di tecnologie sempre più potenti. Affidiamo alla misericordia di Dio le vittime e quanti ne soffrono ancora le conseguenze».
In seguito, salutando i vari gruppi di pellegrini riuniti per questo incontro domenicale in Piazza San Pietro in Vaticano, il Santo Padre ha rivolto un saluto particolare agli oltre 70 bambini del gruppo di danza «Malva Dance Family» della città di Brovary, nella regione di Kyiv. I giovani ballerini sono giunti a Roma per partecipare al concorso «World of Dance» e hanno portato a Papa Leone XIV un dono speciale, consegnato tramite l’Ambasciata dell’Ucraina presso la Santa Sede.
Preparandosi al viaggio a Roma, i giovani danzatori, la cui infanzia si svolge in tempi estremamente difficili, hanno voluto sottolineare che, nonostante tutto, non smettono di sognare. I loro sogni e desideri sinceri sono arrivati in Vaticano sotto forma di una lettera di pace indirizzata al Papa e di un albero della vita, creato dai bambini scrivendo sulle foglie che lo compongono i loro sogni, desideri e sentite richieste di preghiera per la pace, per l’Ucraina, per i difensori e le difensore, e per un futuro pacifico per i bambini dell’Ucraina e di tutto il mondo.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


