«Mentre in Ucraina scorrono fiumi di sangue, Dio dona l’acqua della vita», Sua Beatitudine Sviatoslav per la festa della Pentecoste

1 giugno 2026, 13:48 8

«Il fiume dell’acqua viva non è solo un ricordo del passato. Essa scorre oggi, qui, in mezzo a noi. Quando ascoltiamo la Sacra Scrittura, non sentiamo parlare soltanto dell’azione della grazia di Dio in un tempo lontano. Questo momento è adesso. Forse non riusciamo a sentire il rumore dell’acqua né vediamo le lingue di fuoco, ma l’acqua viva dello Spirito Santo si riversa oggi su ciascuno di noi, e noi siamo chiamati ad accoglierla». Queste le parole pronunciate dal Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, nell’omelia della domenica di Pentecoste.

«Mentre in Ucraina scorrono fiumi di sangue, Dio dona l’acqua della vita», Sua Beatitudine Sviatoslav per la festa della Pentecoste

Il 31 maggio, il Primate ha presieduto la Divina Liturgia nella Cattedrale patriarcale della Resurrezione di Cristo a Kyiv. Insieme al Capo della Chiesa hanno concelebrato il protosincello dell’arcieparchia di Kyiv, il vescovo Yosyf Milyan, il vescovo curiale Stepan Sus e il clero della cattedrale.

Meditando sul mistero della Pentecoste, Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato come proprio in questo giorno il Signore riveli all’uomo la sorgente di ogni vita e manifesti la pienezza del proprio essere.

«Oggi il Signore Dio si rivela all’uomo e gli dice chi Egli è. Conosciamo l’unico Dio in tre Persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. La festa della Pentecoste è la festa in cui contempliamo la sorgente di ogni vita. Oggi conosciamo il Padre, che è origine di tutto il creato; il Figlio, per mezzo del quale tutto è stato fatto; e riceviamo lo Spirito Santo, che vivifica ogni cosa e la conduce alla pienezza della vita».

Sua Beatitudine Sviatoslav ha richiamato l’attenzione sulla trasformazione interiore degli apostoli dopo la Discesa dello Spirito Santo.

«Il momento della Pentecoste fu il momento della loro trasfigurazione. Ricevuto lo Spirito Santo, andarono incontro alla gente che prima temevano. E ciascuno udì la parola di Dio nella propria lingua madre. Il miracolo più grande fu che ogni persona percepì quella parola come rivolta direttamente a sé».

Commentando la lettura evangelica, il Primate ha ricordato le parole di Cristo: «Se qualcuno ha sete, venga a me, e beva» (Gv 7,37), sottolineando che l’acqua viva è immagine della grazia dello Spirito Santo, che vivifica l’uomo e il mondo.

«Cristo non indica più un movimento verso il tempio, ma un movimento dal tempio. Egli proclama il compimento della profezia sull’acqua che risana e vivifica tutto ciò che la circonda. Allo stesso modo, anche oggi lo Spirito Santo è sorgente di vita che trasforma il deserto in un giardino fiorente».


Secondo Sua Beatitudine Sviatoslav, il fiume dell’acqua viva, che è lo Spirito Santo, continua a scorrere anche oggi.

«Non si tratta di un semplice ricordo del passato. Quest’acqua viva si riversa oggi su ciascuno di noi. Risana, vivifica, riempie di senso la vita e porta i suoi frutti».

Il Primate ha evidenziato che l’uomo che vive nella grazia dello Spirito Santo si riconosce attraverso la fede, la speranza e l’amore.

«Avere fede significa bere quest’acqua viva, che sazia la sete dell’uomo di Dio. La fede genera speranza, e la speranza dà la forza di percorrere i sentieri della vita. Ma il vertice di tutto è l’amore. Chi crede e ha speranza, ha la forza di amare. E chi ama, vive».


In conclusione dell’omelia, Sua Beatitudine Sviatoslav ha collegato l’immagine biblica del fiume della vita con le prove che il popolo ucraino sta attraversando oggi.

«È particolarmente commovente per noi sentire parlare del fiume dell’acqua della vita nel momento in cui per l’Ucraina scorrono fiumi di sangue e siamo sommersi da un mare di lacrime. Sentiamo queste parole sul fiume dell’acqua della vita, mentre il nemico, ogni giorno, cerca di ampliare sulla nostra terra il deserto della morte. Eppure proprio quest’acqua viva è la sorgente della fede, della speranza e dell’amore dell’Ucraina di oggi. Invochiamo la preghiera: Spirito Santo, vieni, guarisci le nostre ferite. Non nell’uomo, ma in Te è la sorgente e la pienezza della vita. Discendi, rinnova il volto della terra ucraina. Donaci la forza di ricostruire tutto ciò che è stato distrutto e, con la Tua grazia, trasforma il deserto in un giardino fiorente».

Dopo la Liturgia, secondo la tradizione della Pentecoste, nella cattedrale sono stati celebrati i Vespri con le tradizionali preghiere delle genuflessioni.

«In questa preghiera c’è una vera immersione nel fiume dell’acqua viva. Invochiamo insieme lo Spirito Santo sulle nostre famiglie, sulla nostra Chiesa, sul nostro popolo e sulla nostra tanto martoriata Ucraina», ha esortato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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