Durante il suo viaggio in Africa, il Papa ha ricordato l’Ucraina: prego per un popolo che soffre
Prima della recita domenicale del Regina Caeli, avvenuta nel cuore del suo terzo viaggio apostolico, Papa Leone XIV ha espresso la sua solidarietà al popolo ucraino, condannando i recenti attacchi contro le infrastrutture civili. Ha inoltre definito un segno di speranza la tregua annunciata in Libano.
Lo riferisce Vatican News.
La celebrazione eucaristica presieduta da Papa Leone XIV domenica 19 aprile 2026 nella capitale dell’Angola, Luanda, si è conclusa con la recita della preghiera del Regina Caeli. Prima di essa, il Santo Padre ha rivolto ai presenti alcune parole.
«Cari fratelli e sorelle, ci uniamo ora nella preghiera a Maria Regina Caeli, Regina del Cielo, per condividere con lei, nostra Madre e compagna di cammino, la gioia della Risurrezione. Con questo canto gioioso non vogliamo cancellare né soffocare il grido di chi soffre, ma piuttosto abbracciarlo e unirlo alla nostra voce, in un’armonia nuova, perché anche nel dolore resti viva la luce della fede, e con essa la speranza in un mondo migliore», ha detto, aggiungendo:
«Mi addolora profondamente il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono e assicuro la mia preghiera per tutto il popolo ucraino. Rinnovo l’appello perché tacciano le armi e si persegua la via del dialogo».
Allo stesso tempo, il Santo Padre ha osservato che la tregua annunciata in Libano «offre motivi di speranza». Ha incoraggiato quanti si impegnano nella ricerca di una soluzione diplomatica a «proseguire i dialoghi di pace, per rendere permanente la cessazione delle ostilità in tutto il Medio Oriente».
«Cristo ha vinto la morte, ed è con questa certezza che tutti noi, uniti a Lui e in Lui come un solo corpo, oggi e ogni giorno ci impegniamo a far crescere attorno a noi i frutti della Pasqua, che sono amore, giustizia vera e pace, al di là di ogni ostacolo e difficoltà», ha concluso Leone XIV, auspicando: «Ci aiuti la Madre di Gesù, Madre del Cuore, a sentire sempre viva e forte, vicino a noi, la presenza del suo Figlio risorto».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


