«La solidarietà cattolica cura gli egoismi nazionali» – Sua Beatitudine Sviatoslav al Kyiv Security Forum

25 aprile 2026, 14:01 4

Il 23 e 24 aprile, a Kyiv si è svolta la 18 ª edizione del Kyiv Security Forum — una piattaforma internazionale annuale dedicata al dibattito sulle sfide principali del nostro tempo. Il tema dell’incontro di quest’anno: «Oscurità o alba: la luce è davanti a noi?». L’incontro è dedicato agli ucraini che oggi, in diversi ambiti, difendono la vita in condizioni di guerra.

«La solidarietà cattolica cura gli egoismi nazionali» – Sua Beatitudine Sviatoslav al Kyiv Security Forum

Alla discussione, alla quale hanno partecipato i leader religiosi, è intervenuto il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav. Rispondendo alla domanda sulla speranza in tempi di crescente tensione e xenofobia, egli ha rimarcato:

«Nei momenti di massima oscurità risuonano sempre la forza e la luce della Parola di Dio. E oggi, a livello universale, tale voce è quella di Papa Leone XIV».

Citando le parole del Pontefice, Sua Beatitudine Sviatoslav ha proseguito: «Il nostro Dio è il Principe della pace, che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra. Un Dio che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta. Queste parole sono la voce profetica della Chiesa cattolica in un’epoca in cui stanno riemergendo i cosiddetti egoismi nazionali o sociali».

Parlando delle manifestazioni odierne delle tenebre, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha sottolineato come questi fenomeni vengano percepiti nel contesto ucraino: «Segni di xenofobia, e persino di ucrainofobia, sono espressioni di egoismo nazionale. A Kyiv oggi queste parole risuonano come uno smascheramento del militarismo russo».


Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato, al contempo, che la risposta a questi fenomeni consiste in una solidarietà concreta tra persone e popoli. A titolo di esempio, ha citato il sostegno all’Ucraina da parte delle comunità cattoliche in diversi Paesi europei, in particolare in Polonia, Ungheria e Slovacchia:

«A prescindere dalle circostanze politiche, la solidarietà cattolica cura gli egoismi nazionali. E la voce profetica della Chiesa universale è oggi una luce in questi tempi bui segnati dagli egoismi contemporanei».


Al termine della discussione, ha inoltre sottolineato che le parole del Papa «No alla guerra» rappresentano la voce di tutta l’umanità, che grida afflitta dalla guerra.

Il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha ricordato che quest’anno il Consiglio panucraino delle Chiese e delle organizzazioni religiose celebra il 30º anniversario della sua fondazione:

«Il nostro motto è: siamo tutti diversi, ma tutti uguali. Abbiamo imparato a collaborare per il bene dell’Ucraina e del popolo ucraino. Pertanto, questa unità nella diversità non è una teoria, ma la nostra vita quotidiana: è forse questo il messaggio di pace che l’Ucraina invia al mondo», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

In conclusione, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha ringraziato il Nunzio Apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, per gli sforzi di riconciliazione della Santa Sede e per il sostegno offerto al ritorno dei bambini ucraini dalla Russia.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)
Foto: Kyiv Security Forum

Scopri di più