Sua Beatitudine Sviatoslav nella 219 ª settimana di guerra: ancora oggi la Russia continua a usare il tema dell’energia nucleare per ricattare la comunità internazionale

27 aprile 2026, 16:47 3

Quarant’anni fa il disastro di Chornobyl fu provocato dal sistema sovietico, e oggi il sistema militarista russo cerca nuovamente di generare simili minacce per l’umanità contemporanea. È quanto affermato dal Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, nel suo videomessaggio diffuso per la 219 ª settimana della guerra su vasta scala della Federazione Russa contro l’Ucraina.

Sua Beatitudine Sviatoslav nella 219 ª settimana di guerra: ancora oggi la Russia continua a usare il tema dell’energia nucleare per ricattare la comunità internazionale

Riguardo alla settimana appena trascorsa, il Primate ha osservato: «Questa settimana è stata nuovamente segnata da continui attacchi russi contro le nostre città e i nostri villaggi. Sulla linea del fronte proseguono intensi combattimenti. I militari riferiscono che, con il cambiamento delle condizioni meteorologiche, gli attacchi russi si sono ulteriormente intensificati».

Tuttavia, a suo avviso, sullo sfondo di questo dolore e di questa sofferenza, il popolo ucraino continua a dare prova di straordinario coraggio.

Questa settimana ricordiamo inoltre la più grande catastrofe nucleare dell’umanità contemporanea: ricorre il 40º anniversario della tragedia di Chornobyl.

«Non si trattò soltanto di un errore umano: questa tragedia fu generata dal sistema sovietico. Ricordando queste tristi pagine della storia, purtroppo, vediamo che la Russia ancora oggi continua a utilizzare il tema dell’energia nucleare come strumento di ricatto nei confronti della comunità internazionale. Proprio in Ucraina la Russia ha fatto per la prima volta ricorso all’occupazione militare di impianti di questo tipo, già nel 2014 in Crimea, a Sebastopoli. Proprio dalla zona di Chornobyl ebbe inizio l’attacco su vasta scala del 2022. Mentre la centrale nucleare di Zaporizhzhia è diventata il culmine di questa minaccia senza precedenti», ha osservato Sua Beatitudine Sviatoslav.


«Desideriamo che il mondo — l’Europa, l’Ucraina e tutta l’umanità — comprenda che non si possono mai usare simili metodi per ricattare l’umanità. Perché le radiazioni non conoscono confini», ha concluso il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Questa settimana si è svolto un altro evento internazionale significativo — a Kyiv si è tenuto il Forum internazionale sulla sicurezza. Trattasi di un’iniziativa civile, organizzata ogni anno dal 2007 dalla società civile ucraina.

È stato estremamente importante, ha osservato il Capo della Chiesa, vedere come, nel contesto della distruzione della vecchia architettura di sicurezza creata dopo la Seconda guerra mondiale, stiano nascendo nuove basi per una casa comune sicura.

«E qui, l’Ucraina non è soltanto oggetto di tutela, ma può diventare anche il luogo di formazione di un nuovo modello di sicurezza per l’Europa e per il mondo. È particolarmente prezioso che la voce della Chiesa sia stata importante per intellettuali, esponenti della società civile e rappresentanti istituzionali provenienti da diversi Paesi. In un tempo in cui crescono la xenofobia, e in alcuni contesti, anche l’ucrainofobia, persino in queste circostanze, c’è una luce di speranza. E la voce profetica che oggi si rivolge ai potenti di questo mondo, è la voce del Santo Padre Leone XIV, che ancora una volta ha dichiarato al mondo intero che il nostro Dio, il Signore Gesù Cristo, è il Principe della pace, che è contro la guerra nel mondo contemporaneo e che non si può assolutamente usare il nome di Dio per giustificare la guerra nel mondo di oggi», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Leggi anche:
Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 219 ª settimana di guerra su vasta scala, 26 aprile 2026

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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