Appello dei Cardinali e del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina alla riconciliazione tra polacchi e ucraini

1 luglio 2026, 11:15 2

I Cardinali originari della Polonia e dell’Ucraina, insieme al Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica oggi, 29 giugno, hanno rivolto un appello riguardo al rapporto polacco-ucraino. Il documento è stato firmato dai cardinali Mykola Bychok, Konrad Krajewski, Kazimierz Nycz, Grzegorz Ryś e dal Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav.

Appello dei Cardinali e del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina alla riconciliazione tra polacchi e ucraini
Cardinale Grzegorz Ryś al Concistoro in Vaticano, 26 giugno 2026. Foto: Vatican Media

Il documento è stato diffuso il giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo. L’appello è stato presentato contemporaneamente a Roma e a Kyiv, un gesto che sottolinea la comune posizione dei suoi autori e il loro desiderio di proseguire il cammino del dialogo e della riconciliazione tra polacchi e ucraini.

I Cardinali dichiarano di elevare la propria voce insieme al Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, perché la questione della riconciliazione tra i polacchi e gli ucraini «non riguarda soltanto i rapporti tra i due popoli, ma anche la credibilità della nostra comune testimonianza cristiana».

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I Cardinali, tra i più stretti collaboratori del Papa hanno reso pubblica questo appello in unità con il Santo Padre Leone XIV, inizio del cui pontificato «è segnato da un impegno tenace per la costruzione della pace fondata sul bene comune e da una decisa opposizione alla guerra in tutte le sue dimensioni».

I firmatari esprimono preoccupazione circa «la crescita della tensione reciproca e il riaffiorare dei sentimenti di ostilità tra polacchi e ucraini». Sottolineando al contempo che questo scenario è ancora più doloroso in un tempo in cui l’Ucraina continua a sperimentare gli orrori della guerra, e la Polonia ha dimostrato negli ultimi anni grande solidarietà con milioni di ucraini.

Gli autori richiamano le parole del Santo Giovanni Paolo II e la sua lettera scritta in occasione del 60 ° anniversario degli eventi tragici della Volinia (Vaticano, 7 luglio 2003), invitando a «guardare l’un l’altro con occhi riconciliati».

I porporati rammentano il pluriennale cammino di lavoro comune dei due popoli e delle rispettive Chiese — anni di preghiere, incontri, lettere congiunte (2005), dichiarazioni (2013) e messaggi (2023). Definiscono questa eredità un grande impegno e assicurano: «Sentiamo il dovere di non abbandonare il cammino comune iniziato con la benedizione di san Giovanni Paolo II, ma di percorrerlo con pazienza e coraggio».

Nella dichiarazione è particolarmente marcato il tema della conversione personale: «Siamo consapevoli che la conversione inizia dal proprio cuore… Possiamo chiamare l’altro alla conversione solo se noi stessi, con umiltà, riconosciamo le proprie colpe».

I firmatari, inoltre, mettono in guardia dalla «memoria negativa», che concentra la visione dell’uomo esclusivamente sulmale, soprattutto su quello commesso dagli altri.

In conclusione, i Cardinali e il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina esortano a farsi guidare dalle categorie del bene comune, e non solo di interessi privati, ricordando la verità evangelica: «…il rimedio al peccato è il perdono, e che il limite che Dio ha posto al male è la misericordia».

«Troppe cose uniscono i nostri popoli perché ci potessimo permettere che la comune eredità vada dispersa», si legge nell’appello.

È possibile leggere l’intero testo della dichiarazione ai seguenti link in lingua: ucraina, polaccaitaliana.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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