Sua Beatitudine Sviatoslav a Stradch: «Dio è il Signore della tua vita. Non temere chi vuole togliertela»
Il 26 giugno, a Stradch si è svolto il pellegrinaggio nazionale ucraino presieduto da Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina. Quest’anno il pellegrinaggio è stato dedicato al 25 ° anniversario della visita del Papa San Giovanni Paolo II in Ucraina, alla Giornata del laico e alla commemorazione dei martiri di Stradch — beato sacerdote martire Mykola Konrad e il beato martire Volodymyr Pryjma. Nel 2026 ricorrono 85 anni dalla loro morte, nonché rispettivamente 150 e 120 anni dal giorno della loro nascita.
La Divina Liturgia si è svolta sul campo di preghiera ai piedi del monte Stradetska con la partecipazione dei vescovi, clero e numerosi pellegrini.
Nell’omelia, Sua Beatitudine Sviatoslav ha richiamato all’attenzione dei presenti il passo evangelico su Cristo e i suoi discepoli che strappavano le spighe di grano di sabato, sottolineando che il Signore rivela un significato più profondo della Legge — la salvezza e la vivificazione dell’uomo.
«Abbiamo ascoltato un passo evangelico molto particolare; un passo che non incontriamo spesso nel contesto delle nostre varie festività. Eppure questo episodio è tanto amato dal nostro popolo. Probabilmente in molte case contadine della Galizia si poteva vedere quella celebre immagine di Gesù Cristo che attraversa i nostri campi ucraini insieme ai Suoi apostoli. Tuttavia, probabilmente, guardando quell’immagine, non ne comprendevamo fino in fondo tutta la profondità del significato trasmesso dalla nostra tradizione ecclesiale. Ed ecco, oggi, ascoltando questa parola, cominciamo a riscoprirlo e a comprenderlo in modo nuovo per noi», ha sottolineato il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina.
Secondo il Capo della Chiesa, Gesù non si limitava ad attraversare i campi insieme ai discepoli, Egli condivideva insieme a loro la fame: «Per placare la fame, cominciarono a strappare le spighe. Ma gli esperti della legge li accusano di infrangere la Legge del sabato. Allora, Gesù ricorda l’episodio di Davide che, fuggendo dalla persecuzione, ricevette nella casa di Dio i pani sacri dell’offerta — segno che Dio è il Signore della vita».
Sua Beatitudine Sviatoslav ha spiegato che quel pane era simbolo della vita delle dodici tribù d’Israele: «Secondo la Legge di Mosè, nel Tempio di Gerusalemme dovevano esserci 12 pani, detti pani dell’offerta. Questo pane era il simbolo della vita. Il suo significato consisteva nel fatto che non era solo un dono offerto a Dio, ma anche il segno che Egli è il Signore della vita del popolo».

Riflettendo sulle parole del profeta Osea, Sua Beatitudine Sviatoslav ha spiegato che il fondamento della vera devozione a Dio è la misericordia, che nasce dall’esperienza dell’amore di Dio.
«Cristo dice: ”Se aveste compreso le parole del profeta Osea: ”Voglio l’amore e non il sacrificio, la conoscenza di Dio più degli olocausti” (Os 6,6). La misericordia del Signore verso l’uomo spinge l’uomo a essere misericordioso a sua volta. La conoscenza di Dio significa fare esperienza di Dio, come fonte della mia vita. E allora tutto quello che faccio, tutto ciò che offro a Dio, è solo espressione di forme diverse di misericordia”.

Il Primate si è rivolto in particolare ai laici, dal momento che in questo giorno nella Chiesa greco-cattolica ucraina si celebra la Giornata del laico.
«La Parola di Dio ci dice che una persona credente, un laico, è il tempio dello Spirito Santo. Con la sua presenza nel mondo, nel lavoro quotidiano, nei campi, anche nella sfera politica, il laico è chiamato ad essere portatore della presenza di Dio. I nostri laici sono chiamati a portare questa forza santificante di Dio là dove oggi il Signore ci invia. I nostri militari credenti sono chiamati a manifestare in azione Cristo Salvatore anche là dove il nemico oggi semina tanta morte».
In conclusione dell’omelia, Sua Beatitudine Sviatoslav ha invitato i pellegrini ad affidare la propria vita a Cristo e pregare in modo particolare per l’Ucraina, per i suoi difensori e per gli Eroi caduti.
«Quel pane celeste, che è il pane dell’offerta nei cieli, oggi discende a noi. Egli ci donerà sé stesso nel Sacramento dell’Eucaristia. Oggi, in questo pellegrinaggio, il Signore dice a me e a te: ”Io sono il Signore della tua vita. Non temere nessuno che voglia portartela via, perché Io sono Colui che ti dona la vita. Insieme a te cammino tra i campi, le montagne e le valli dell’Ucraina. Io sono la fonte della tua vita, della tua forza e della tua vittoria”», ha affermato il Capo della Chiesa.
Dopo la celebrazione liturgica, nella chiesa parrocchiale si è tenuta la commemorazione delle reliquie dei beato sacerdotemartire Mykola Konrad e il beato martire Volodymyr Pryjma, seguita dalla Via Crucis congiunta.



















































Approfondimento
Stradch è uno dei più importanti luoghi di pellegrinaggio della Chiesa greco-cattolica ucraina, situato nei pressi di Leopoli. Il suo particolare valore spirituale è legato alla Via Crucis di Stradch, l’unica Via Crucis di Gerusalemme presente in Ucraina ad aver ricevuto dall’autorità della Santa Sede il privilegio dell’indulgenza plenaria. Ogni anno migliaia di pellegrini provenienti dall’Ucraina e dall’estero vi si recano in pellegrinaggio.
I beati martiri Mykola Konrad e Volodymyr Pryjma furono uccisi il 26 giugno 1941 dagli agenti dell’NKVD mentre rientravano dopo aver prestato assistenza spirituale a una donna malata. Don Mykola Konrad era un noto teologo, docente e parroco, mentre Volodymyr Pryjma era padre di famiglia e cantore della chiesa. Scelsero di non abbandonare i fedeli nel momento del pericolo e donarono la loro vita, rimanendo fedeli alla propria vocazione cristiana.
Il 27 giugno 2001, durante la sua visita a Leopoli, il Papa Giovanni Paolo II proclamò beati Mykola Konrad e Volodymyr Pryjma insieme ad altri 25 martiri della Chiesa greco-cattolica ucraina. La loro testimonianza è divenuta un simbolo di fedeltà a Cristo e alla Chiesa durante le persecuzioni del regime totalitario.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


