«Quando il nemico semina morte, la Chiesa costruisce uno spazio di vita» — nuovi centri medici della CGCU in tempo di guerra
Sullo sfondo di uno degli attacchi russi più massicci contro l’Ucraina, i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina hanno consacrato un nuovo centro medico per la riabilitazione di militari e civili colpiti dalla guerra e hanno deposto la pergamena di fondazione di un nuovo centro medico-sociale nell’Ucraina occidentale.
Il 13 maggio la Russia ha lanciato uno degli attacchi aerei più massicci degli ultimi tempi contro l’Ucraina, colpendo infrastrutture residenziali, energetiche e civili in diverse regioni del Paese. Secondo i dati del governo ucraino, nell’attacco sono stati impiegati oltre mille droni e decine di missili. Centinaia di persone sono rimaste ferite e decine sono morte.
Nonostante queste condizioni, la Chiesa continua a servire il popolo, generando segni di speranza in mezzo a distruzione, sofferenza e morte.
Il 12 e il 13 maggio, nella città di Truskavets, si è svolta la 103ª sessione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina. Nel corso dei lavori, i vescovi, guidati da Sua Beatitudine Sviatoslav, hanno consacrato il Centro medico «Oranta» dell’eparchia di Sambir-Drohobych, destinato alla riabilitazione fisica e psicologica dei militari e delle persone colpite dalla guerra.











Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la Chiesa greco-cattolica ucraina sviluppa attivamente attività umanitarie, sociali e riabilitative a favore delle persone che hanno vissuto il trauma della guerra. Accanto al programma generale della Chiesa «Guarigione delle ferite della guerra», nelle diverse eparchie e centri sono state avviate diverse iniziative sociali e mediche.
Il giorno successivo, i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina hanno visitato il paese Dobrivlyany, dove Sua Beatitudine Sviatoslav ha presieduto al rito di deposizione della pergamena di fondazione del Centro medico-sociale intitolato al vescovo Julian Voronovskyi. La nuova struttura è destinata a diventare un luogo di cura, assistenza sociale e sostegno per i militari e i civili vittime della guerra.
Durante la cerimonia, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha ricordato l’ennesimo attacco massiccio della Russia contro l’Ucraina, menzionando in particolare la morte di un’intera famiglia nella regione di Rivne e i bombardamenti su edifici residenziali a Ivano-Frankivsk e Kolomyia.
«Nel momento in cui il nemico semina morte, la Chiesa di Cristo costruisce uno spazio di vita. Veniamo uccisi, distrutti e feriti, ma il Signore Dio, in mezzo al suo popolo, crea uno spazio di guarigione delle ferite», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.
Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, il futuro centro dovrà diventare un segno di speranza per quanti vivono le conseguenze della guerra.
In segno di riconoscenza per la visita, al Primate è stata donata un’icona restaurata, rinvenuta tra i rifiuti.
«Quest’icona è immagine dell’opera che sarà svolta qui. Per Dio non esistono ”scarti” umani. Qualunque sia la storia di una persona, il Signore Dio la raccoglierà e la purificherà sempre», ha commentato Sua Beatitudine Sviatoslav ricevendo il dono.
Il Centro è intitolato al vescovo Julian Voronovskyi, primo eparca dell’eparchia di Sambir-Drohobych, noto per il suo servizio ai bisognosi e per le sue iniziative sociali.
Nell’eparchia di Sambir-Drohobych opera da oltre vent’anni il centro di riabilitazione «Nazaret», che ha costituito la base per lo sviluppo di un più ampio servizio a favore delle persone in condizioni di crisi. Lo scorso anno, presso l centro, è stata inoltre inaugurata una nuova sezione per la riabilitazione fisica dei militari.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)
























