«Quando il nemico semina morte, la Chiesa costruisce uno spazio di vita» — nuovi centri medici della CGCU in tempo di guerra

15 maggio 2026, 12:55 6

Sullo sfondo di uno degli attacchi russi più massicci contro l’Ucraina, i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina hanno consacrato un nuovo centro medico per la riabilitazione di militari e civili colpiti dalla guerra e hanno deposto la pergamena di fondazione di un nuovo centro medico-sociale nell’Ucraina occidentale.

«Quando il nemico semina morte, la Chiesa costruisce uno spazio di vita» — nuovi centri medici della CGCU in tempo di guerra

Il 13 maggio la Russia ha lanciato uno degli attacchi aerei più massicci degli ultimi tempi contro l’Ucraina, colpendo infrastrutture residenziali, energetiche e civili in diverse regioni del Paese. Secondo i dati del governo ucraino, nell’attacco sono stati impiegati oltre mille droni e decine di missili. Centinaia di persone sono rimaste ferite e decine sono morte.

Nonostante queste condizioni, la Chiesa continua a servire il popolo, generando segni di speranza in mezzo a distruzione, sofferenza e morte.

Il 12 e il 13 maggio, nella città di Truskavets, si è svolta la 103ª sessione del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina in Ucraina. Nel corso dei lavori, i vescovi, guidati da Sua Beatitudine Sviatoslav, hanno consacrato il Centro medico «Oranta» dell’eparchia di Sambir-Drohobych, destinato alla riabilitazione fisica e psicologica dei militari e delle persone colpite dalla guerra.

Dall’inizio dell’invasione su vasta scala, la Chiesa greco-cattolica ucraina sviluppa attivamente attività umanitarie, sociali e riabilitative a favore delle persone che hanno vissuto il trauma della guerra. Accanto al programma generale della Chiesa «Guarigione delle ferite della guerra», nelle diverse eparchie e centri sono state avviate diverse iniziative sociali e mediche.

Il giorno successivo, i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina hanno visitato il paese Dobrivlyany, dove Sua Beatitudine Sviatoslav ha presieduto al rito di deposizione della pergamena di fondazione del Centro medico-sociale intitolato al vescovo Julian Voronovskyi. La nuova struttura è destinata a diventare un luogo di cura, assistenza sociale e sostegno per i militari e i civili vittime della guerra.

Durante la cerimonia, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha ricordato l’ennesimo attacco massiccio della Russia contro l’Ucraina, menzionando in particolare la morte di un’intera famiglia nella regione di Rivne e i bombardamenti su edifici residenziali a Ivano-Frankivsk e Kolomyia.

«Nel momento in cui il nemico semina morte, la Chiesa di Cristo costruisce uno spazio di vita. Veniamo uccisi, distrutti e feriti, ma il Signore Dio, in mezzo al suo popolo, crea uno spazio di guarigione delle ferite», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, il futuro centro dovrà diventare un segno di speranza per quanti vivono le conseguenze della guerra.

In segno di riconoscenza per la visita, al Primate è stata donata un’icona restaurata, rinvenuta tra i rifiuti.


«Quest’icona è immagine dell’opera che sarà svolta qui. Per Dio non esistono ”scarti” umani. Qualunque sia la storia di una persona, il Signore Dio la raccoglierà e la purificherà sempre», ha commentato Sua Beatitudine Sviatoslav ricevendo il dono.

Il Centro è intitolato al vescovo Julian Voronovskyi, primo eparca dell’eparchia di Sambir-Drohobych, noto per il suo servizio ai bisognosi e per le sue iniziative sociali.


Nell’eparchia di Sambir-Drohobych opera da oltre vent’anni il centro di riabilitazione «Nazaret», che ha costituito la base per lo sviluppo di un più ampio servizio a favore delle persone in condizioni di crisi. Lo scorso anno, presso l centro, è stata inoltre inaugurata una nuova sezione per la riabilitazione fisica dei militari.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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