«L’Ucraina vincerà, perché il suo popolo sa amare»: Sua Beatitudine Sviatoslav al pellegrinaggio di Madrid

24 maggio 2026, 21:10 9

«Solo l’amore come dono totale di sé genera veri eroi. Solo chi è capace di dare qualcosa per il proprio popolo, per la propria Patria, per la propria Chiesa, senza aspettarsi nulla in cambio, sa davvero amare». Lo ha affermato il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, durante l’omelia pronunciata nel corso della Divina Liturgia celebrata nella Cattedrale di Santa María la Real de la Almudena a Madrid, in occasione del pellegrinaggio degli ucraini in Spagna.

«L’Ucraina vincerà, perché il suo popolo sa amare»: Sua Beatitudine Sviatoslav al pellegrinaggio di Madrid

Con il Primate della Chiesa hanno concelebrato il vescovo Yosafat Moschych, membro del Sinodo Permanente della CGCU, il vescovo Stepan Sus, Capo del Dipartimento Pastorale e della Migrazione della CGCU, il vescovo Andriy Khimyak, Segretario del Sinodo dei Vescovi della CGCU, i sacerdoti della CGCU in Spagna, nonché l’arcivescovo di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano. Alla preghiera comune hanno partecipato oltre duemila ucraini provenienti da diverse regioni della Spagna.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha definito questo evento «un momento storico destinato a entrare per sempre nella storia della Chiesa ucraina»: per la prima volta, dopo oltre ottant’anni di presenza ucraina in Spagna, la comunità si è riunita nella cattedrale dell’Almudena. Il Primate ha ringraziato il Signore, Papa Francesco — che dieci anni fa ha istituito l’Ordinariato per preservare l’identità dei cattolici orientali — e l’arcivescovo di Madrid per la sua «cura paterna verso i figli dell’Ucraina», per il sostegno ai fedeli ucraini e per aver accolto il pellegrinaggio nella cattedrale.

L’omelia si è concentrata sulle parole rivolte da Cristo all’apostolo Pietro: «Pietro, mi ami?» (Gv 21,17). Sua Beatitudine Sviatoslav ha spiegato che il Signore non interroga Pietro sul suo rinnegamento o sul suo pentimento, ma cerca il suo amore.

«Amare davvero Gesù significa essere pronti a donare la propria vita per Lui», ha affermato.

Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha sottolineato che il vero amore pastorale implica la disponibilità a dare la vita per il proprio gregge. Senza questo amore, il ministero rischia di ridursi a un insieme di attività esteriori e strutture prive di autentico servizio alle persone.

Il Primate ha inoltre evidenziato che la domanda di Cristo — «Mi ami?» — oggi è rivolta a ogni cristiano: «Cristo cerca il nostro amore. Figlio mio, figlia mia, mi ami? Se ami, nulla ti sarà impossibile».

Sua Beatitudine Sviatoslav ha invitato i fedeli a custodire l’unità delle comunità e a ricordare che il vero segno del discepolato cristiano è l’amore reciproco.

Nel contesto della Giornata degli Eroi dell’Ucraina, il Primate ha tracciato un parallelo tra l’amore evangelico vissuto come sacrificio di sé e il sacrificio di coloro che hanno dato la vita per la dignità e la libertà dell’Ucraina.

«Solo chi è capace di dare qualcosa per il proprio popolo, per la propria Patria, per la propria Chiesa, senza aspettarsi nulla in cambio, sa davvero amare», ha ribadito.

Il Primate ha poi ringraziato gli ucraini in Spagna per la loro fedeltà alla propria terra, al proprio popolo e alla Chiesa.

«A nome della vostra Madre-Chiesa desidero ringraziarvi, figli dell’Ucraina che oggi vivete in Spagna, perché continuate ad amare la vostra terra, il vostro popolo, la vostra Chiesa e la vostra Patria», ha dichiarato Sua Beatitudine Sviatoslav rivolgendosi ai fedeli.

Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha inoltre espresso gratitudine ai sacerdoti, ai religiosi, ai catechisti e a tutte le comunità ucraine in Spagna per la solidarietà dimostrata verso l’Ucraina, per la preghiera, l’aiuto umanitario e la testimonianza resa davanti alla società spagnola.

«Ogni vostra preghiera è un contributo inestimabile alla vittoria. Ogni vostra testimonianza davanti alla società spagnola a sostegno dell’Ucraina è una partecipazione concreta alla nostra lotta», ha sottolineato il Primate.

Al termine della Liturgia, si è rivolto ai fedeli anche l’arcivescovo di Madrid, il Cardinale José Cobo Cano.

«La grande Chiesa, come una madre, intreccia le storie dei nostri popoli e, rafforzandoci nelle nostre tradizioni, ci rende compagni di cammino verso la patria eterna che attende tutti noi», ha affermato l’arcivescovo di Madrid.

Il Cardinale ha inoltre sottolineato che i fedeli ucraini arricchiscono da tempo la vita di Madrid e della Chiesa locale con la loro memoria, le loro tradizioni e la loro testimonianza di fede.


Successivamente, Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso una particolare gratitudine a padre Andrés Martínez Esteban, vicario generale dell’Ordinariato per i cattolici orientali in Spagna, per il suo servizio decennale dedicato al clero e ai fedeli. In segno di riconoscenza, il Capo della Chiesa greco-cattolica ucraina gli ha conferito una croce pettorale con decorazioni.

Il pellegrinaggio nazionale degli ucraini alla cattedrale di Santa María la Real de la Almudena si è concluso con una preghiera comune per l’Ucraina e per i suoi eroi.


Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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