«La Risurrezione è il momento di uno straordinario rinnovamento della vita umana», Sua Beatitudine Sviatoslav a Pasqua
«Permettete a Cristo di rigenerarvi, di rinnovarvi! E che la luce della Risurrezione, oggi, dalla vostra stanchezza, dal vostro dolore, talvolta anche dalla vostra disperazione, faccia nascere vita, speranza, forza e vittoria per l’Ucraina!». Con queste parole il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, si è rivolto ai fedeli in occasione del luminoso giorno della Risurrezione di Cristo, durante la Divina Liturgia nella Cattedrale patriarcale a Kyiv.
«Cristo è risorto! Queste parole potenti oggi uniscono il cielo, la terra e le profondità sotterranee. Cristo è risorto! E la morte è distrutta. Già oggi sperimentiamo che il male non è mai definitivo, e che la vita continua. Cristo è risorto! Tutto ciò che giaceva nelle tenebre si illumina, ciò che era impaurito comincia a gioire. Tutto ciò che era ferito, si rimargina», ha sottolineato Sua Beatitudine Sviatoslav.
Secondo quanto affermato dal Primate, l’esperienza dell’incontro con Cristo Risorto è un’esperienza profondamente personale e, al tempo stesso, travolgente: «È possibile riassumere tutto ciò che si narra nel Vangelo in un’unica frase: è accaduto qualcosa a quelle persone», ha sottolineato, ricordando le diverse esperienze di quell’incontro: dal «terremoto» vissuto dalle donne mirofore fino al «fuoco che infiamma il cuore» dei discepoli in cammino a Emmaus.
Il predicatore ha posto l’attenzione sul fatto che la Risurrezione è un momento della nascita dell’uomo nuovo: «L’esperienza della Risurrezione — è un’esperienza di uno straordinario rinnovamento dell’uomo», ha affermato il Capo della Chiesa, aggiungendo che l’incontro con Cristo «offre la possibilità di ripensare, di riscoprire, di comprendere in modo nuovo la direzione della propria vita e del proprio servizio».
Sua Beatitudine Sviatoslav si è rivolto a diversi gruppi di ucraini colpiti dalla guerra. Ai soldati ucraini, il Primate ha detto che il loro dolore e la loro sofferenza, dal punto di vista della Risurrezione, «daranno vita a una nuova Ucraina, a una nuova società, darà a tutti noi una nuova speranza».
Ai fedeli dei territori temporaneamente occupati, ricordando in particolare la parrocchia della Chiesa greco-cattolica ucraina chiusa dalle autorità di occupazione a Donetsk, Sua Beatitudine Sviatoslav si è rivolto con parole di speranza: «Come l’angelo spostò la pietra e invitò le donne a entrare, così un giorno accadrà anche a voi. E nessuno potrà più togliervi la vostra gioia».
A tutti i profughi — sia gli sfollati interni sia i rifugiati che si trovano al di fuori dai confini dell’Ucraina — il Primate ha rivolto queste parole: «Verrà il giorno in cui la nostra patria vi chiamerà tutti a tornare a casa. Ricostruiremo tutto ciò che è stato distrutto. Le nostre città e i nostri villaggi saranno migliori di quanto fossero prima della guerra. Perché Cristo è risorto!».
Successivamente Sua Beatitudine Sviatoslav ha augurato che ciascuno, tornando a casa dopo la Liturgia, testimoni con la propria trasformazione la Risurrezione in modo che: «Chi vi guarderà, possa dire: con loro è accaduto qualcosa».
Al termine della Divina Liturgia, con discorso di auguri nel giorno della Risurrezione di Cristo, si è rivolto ai fedeli anche il Nunzio Apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, che ha sottolineato la dimensione interiore della Pasqua: «La Pasqua di Gesù Cristo è una tale Beatitudine che discende dal cielo e ci trasforma innanzitutto interiormente», ha affermato. «Nel giorno di Pasqua diciamo al Signore: accetto da Te la risurrezione, accolgo nella fede la Tua grazia».

Dopo la celebrazione ha avuto luogo la benedizione delle Paska (tradizionale pane ucraino pasquale) e dei cestini pasquali.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)





























