«La parola del Papa Giovanni Paolo II è diventata un evento che ha cambiato l’Ucraina per sempre», Sua Beatitudine Sviatoslav a Leopoli

29 giugno 2026, 00:16 3

A venticinque anni dalla visita apostolica del Papa Giovanni Paolo II in Ucraina, le sue parole continuano a ispirare, sostenere e trasformare il popolo ucraino, soprattutto nel tempo della guerra su vasta scala. Lo ha affermato il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina durante la Divina Liturgia da lui presieduta il 28 giugno in piazza dinanzi alla Chiesa della Natività della Santissima Madre di Dio, nel quartiere di Sykhiv, a Leopoli — proprio dove, nel 2001, il Papa Giovanni Paolo II incontrò i giovani ucraini.

«La parola del Papa Giovanni Paolo II è diventata un evento che ha cambiato l’Ucraina per sempre», Sua Beatitudine Sviatoslav a Leopoli

Insieme a Sua Beatitudine Sviatoslav hanno concelebrato il Nunzio Apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina e della Сhiesa romano-cattolica, nonché numerosi membri del clero, monaci e fedeli.

Riflettendo sul passo del Vangelo sulla fede del centurione romano, il Primate ha evidenziato che la forza della parola di Dio si rivela là dove l’uomo la accoglie con fede:

«Il centurione riconosce la propria indegnità. Dice: ”Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto”. Chiede solo una parola: ”ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito” (Mt 8, 5–13). Egli ha avuto fede non nella magia del suono, ma in quella forza che proviene da Dio. Quando la parola di Dio trova le porte aperte attraverso cui può arrivare all’uomo, allora quella parola diventa evento».


Proprio in questa luce, secondo Sua Beatitudine Sviatoslav, che va compresa anche la visita di Giovanni Paolo II in Ucraina.

«Se guardiamo non solo al programma della visita del Pontefice, ma anche a ciò che è avvenuto durante i successivi 25 anni, vedremo che la parola del Papa è diventata un evento che ha cambiato l’Ucraina per sempre. Coloro che ricordano com’era l’Ucraina nel 2001, sanno che oggi è diversa. Con i suoi incontri, le parole pronunciate, i messaggi rivolti a personalità del mondo della cultura e della scienza, ai rappresentanti delle autorità pubbliche, alle diverse Chiese e organizzazioni religiose, ma anche con la commemorazione delle vittime di Bykivnya e Babyn Jar, il Papa ci ha trasmesso una parola che ha cambiato ciascuno di noi per sempre».

Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che il 25º anniversario della visita del Papa Giovanni Paolo II rappresenta un’occasione per riascoltare il suo messaggio per l’Ucraina.

«Egli è venuto da noi come successore dell’apostolo Pietro, portando la forza di questa parola. Ricordiamo che il motto della visita apostolica era: ”Io sono Via, Verità e Vita” (Gv 14,6). L’evento di oggi è un’occasione unica per metterci nuovamente in ascolto e accogliere la parola di Dio, portataci dal Papa Giovanni Paolo II».

Ha rivolto particolare attenzione al messaggio del Papa ai giovani ucraini, che a suo avviso, rimane attuale ancora oggi.

«Qui, a Sykhiv, abbiamo l’opportunità di ascoltare la parola che il Papa rivolse ai giovani ucraini. A quel tempo la gioventù non solo ha ascoltato — ha udito questa parola. La parola di Dio, pronunciata dalle labbra del Santo Padre, attraverso le porte aperte della fede, ha cambiato per sempre il cuore dei nostri giovani. Vediamo oggi che questa parola è diventata un evento. I nostri giovani hanno cambiato l’Ucraina. A quel tempo egli ci disse: ”Fate attenzione perché la libertà è esigente, costa più della schiavitù. La libertà ha le proprie regole, la libertà ha le proprie leggi, la libertà ha la propria direttrice, che vi indica il cammino verso la libertà vera. E questa via sono i Dieci Comandamenti”».


In conclusione della sua omelia, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha invitato a pregare per l’Ucraina, collegando l’eredità del Santo Giovanni Paolo II alle prove che oggi il popolo ucraino si trova ad affrontare.

«Oggi chiediamo, per intercessione di San Giovanni Paolo II: Signore, manda la Tua parola in Ucraina. Ricordate quando, partendo da Leopoli, ringraziò l’Ucraina con parole profondamente profetiche: ”Grazie a te, Ucraina, che hai difeso l’Europa dalle orde degli invasori”. Probabilmente, a quel tempo né lui né noi potevamo sapere che quella fu una profezia sul futuro. Oggi l’Ucraina difende ancora una volta l’Europa e il mondo dagli invasori, ormai nel terzo millennio», ha osservato Sua Beatitudine Sviatoslav.


Il significato della visita del Papa Giovanni Paolo II e della continuità spirituale di questo evento è stata sottolineata dall’arcivescovo Visvaldas Kulbokas: «Quando, 25 anni fa, San Giovanni Paolo II venne qui, era tra noi come una persona in carne e ossa. Ora è un santo. In questi 25 anni la sua preghiera non è venuta meno, ma è cresciuta, perché questa è la comunione dei santi. Egli prega per noi. E il Vangelo di oggi sul centurione ci ricorda che la nostra preghiera trae la sua forza non da noi, ma da Cristo, al quale ci rivolgiamo».

Il Presidente della Conferenza dei vescovi romano-cattolici in Ucraina, S. E. Mons. Vitalij Skomarovskyi ha aggiunto che gli ucraini seguono le orme del santo Giovanni Paolo II. «Possiamo imitarlo, poiché il Papa è ormai glorificato nella santità. Qui, a Sykhiv, si rivolgeva ai giovani con queste parole: ”Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna”. E questa preghiera è oggi la nostra comune professione di fede: veniamo al Signore per ascoltare la Sua parola — la parola di vita eterna», ha affermato.

Dopo la celebrazione liturgica, Sua Beatitudine Sviatoslav ha conferito le prime Onorificenze del beato martire sacerdote Omeljan Kovch, ai ieromonaci della Congregazione del Santissimo Redentore (redentoristi) — padri Ivan Levytsky e Bohdan Heleta per il loro nobile esempio di zelante ministero sacerdotale, fedeltà ai voti monastici e incrollabilità nella fede durante le dure prove della prigionia in Russia.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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