«La chiave della nostra vittoria risiede nell’unità del popolo e della Chiesa» — Sua Beatitudine Sviatoslav agli ucraini in Spagna

19 maggio 2026, 09:50 1

Il 17 maggio, nel corso della visita pastorale in Spagna, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha presieduto la Divina Liturgia a Guissona, in occasione del venticinquesimo anniversario delle prime Liturgie celebrate per gli ucraini nella provincia di Lleida.

«La chiave della nostra vittoria risiede nell’unità del popolo e della Chiesa» — Sua Beatitudine Sviatoslav agli ucraini in Spagna

La celebrazione si è svolta nella parrocchia della comunità ucraina presso la chiesa della Natività della Santissima Vergine Maria, con la partecipazione dell’amministratore parrocchiale don Taras Kohut e del clero locale.

«Sono venuto tra voi come testimone della speranza»

All’inizio dell’omelia, Sua Beatitudine Sviatoslav ha rivolto un saluto ai fedeli, sottolineando come, anche lontani dalla Patria, essi rimangano in piena comunione con la Madre Chiesa in Ucraina:

«Oggi il Signore Dio mi ha condotto da Kyiv fino a voi… Voglio che oggi, anche qui, lontano dall’Ucraina, possiate avvertire l’unità universale della nostra Chiesa e del nostro popolo, che sanguina, ma con il suo coraggio e la sua resistenza stupisce il mondo intero».


Il Primate della Chiesa ha precisato di essere giunto alla comunità come testimone della speranza nel mezzo delle prove della guerra, esortando all’unità quale fonte di forza e di perseveranza:

«Sono venuto tra voi come testimone della speranza, affinché non dubitiate che l’Ucraina resisterà. Essa vincerà. Ma la chiave della nostra vittoria risiede nella nostra unità interiore, del popolo e della Chiesa», ha affermato Sua Beatitudine Sviatoslav.

L’unità della Chiesa come sorgente di vita

Meditando sulla preghiera sacerdotale di Gesù Cristo (Gv 17,11), il Primate ha spiegato che Cristo intercede presso il Padre per l’unità dei suoi discepoli.

Il predicatore ha inoltre sottolineato che la sorgente della vittoria sul peccato e sulla morte risiede nella partecipazione dell’uomo alla vita eterna per mezzo di Cristo:

«Avere accesso alla sorgente della vita rende l’uomo libero da tutti i pericoli di morte che lo assalgono dall’esterno. La sorgente della vittoria di ogni credente sul peccato e sulla morte sta nel fatto che Cristo, con il suo sangue, ci rende partecipi della vita eterna».

Venticinque anni di ministero pastorale per gli ucraini nella provincia di Lleida

Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso gratitudine per i venticinque anni di servizio pastorale della Chiesa tra gli ucraini della regione, ricordando le prime Liturgie che segnarono l’inizio della formazione della comunità.

Ha inoltre espresso riconoscenza per il lavoro instancabile dei sacerdoti che hanno accompagnato gli ucraini nella diaspora, aiutandoli a custodire la fede e il legame con la Patria e con la Madre Chiesa in Ucraina: «Qui i sacerdoti, già da venticinque anni, offrono sull’altare il sacrificio incruento del Corpo e del Sangue del nostro Salvatore e ne nutrono il nostro popolo, donandogli la chiave dell’immortalità e della vittoria».

Il Primate ha poi spiegato che la comunione della Chiesa non nasce da fattori esteriori, bensì dall’unità interiore in Cristo:

«Noi, come cristiani, formiamo l’unico Corpo di Cristo. Pertanto chiunque creda e riceva la comunione del Corpo e del Sangue del nostro Salvatore, forma con Lui un’unità interiore. Ed è allora che vediamo come, dinanzi ai nostri occhi, la comunione della Chiesa ci riveli Cristo, che è presente insieme al suo corpo. Ed Egli allora prega in noi, cioè dal nostro intimo grida al suo Padre per la salvezza e la redenzione di ciascuno di noi».

Il Primate ha poi rivolto un saluto particolare ai bambini che in quel giorno si sono accostati per la prima volta alla Santa Confessione e alla Prima Comunione: «Cristo, che riceverete, pregherà dal vostro cuore. Egli vi sveglierà, ogni mattina vi dirà: ”Prega con me”. Dovunque siate, dovunque la vita vi conduca, Egli vi terrà sempre per mano lungo il cammino della vostra vita».


L’appello all’unità degli ucraini in Spagna

In conclusione, Sua Beatitudine Sviatoslav ha ringraziato gli ucraini in Spagna per il sostegno all’Ucraina e li ha esortati a preservare l’unità nelle comunità ecclesiali:

«Non dimenticate di chi siete figli. Stringetevi attorno alla vostra Chiesa, alle nostre istituzioni ecclesiali e civiche. Che la comunione della Chiesa si manifesti nella coesione e nell’unità del popolo ucraino. E allora nessuno e nulla potrà prevalere su di noi».

Al termine della Divina Liturgia, l’amministratore parrocchiale don Taras Kohut ha ringraziato Sua Beatitudine Sviatoslav per la visita alla comunità di Guissona, definendola «un evento insigne e solenne» per gli ucraini in Spagna.

La celebrazione si è conclusa con la preghiera «Dio, grande e unico». Successivamente, nel cortile della chiesa si è tenuta una fiera di beneficenza a sostegno dei militari ucraini.

Si rende noto che le prime Liturgie per gli ucraini nella provincia di Lleida sono state celebrate da don Josep Casanova. Dal 2005 la cura pastorale è stata esercitata da don Yuriy Svystun, e dal 2015 è proseguita da don Taras Kohut.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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