Kramatorsk, bombe russe colpiscono per la seconda volta il monastero delle suore SSVM

3 agosto 2026, 17:20 21

Nelle ultime tre settimane il monastero delle Suore della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato, a Kramatorsk, è stato colpito e danneggiato due volte dai bombardamenti russi. L’Esarcato di Donetsk riferisce che, nonostante gli attacchi, le suore continuano il loro servizio pastorale e chiedono di essere sostenute con la preghiera.

Kramatorsk, bombe russe colpiscono per la seconda volta il monastero delle suore SSVM

Le Suore della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato prestano servizio nell’Esarcato di Donetsk della Chiesa greco-cattolica ucraina dal 2018. Dopo l’inizio dell’invasione russa su vasta scala, si sono stabilite a Kramatorsk, dove il loro monastero è diventato un luogo di preghiera, di sostegno spirituale e di aiuto per la comunità locale.

Nonostante il costante pericolo, le suore continuano a fare catechesi ai bambini e ai giovani, a prepararli alla Prima Confessione e alla Prima Comunione, collaborano nelle parrocchie e visitano le famiglie che vivono nelle zone più esposte ai combattimenti.

«Per il nemico non c’è nulla di sacro: né una chiesa, né un monastero, né una croce, né un’icona, né un luogo di preghiera. Ma il sacrilegio più grave è il disprezzo della vita umana, creata a immagine e somiglianza di Dio», affermano le suore.

Le suore invitano inoltre a pregare per l’Esarcato di Donetsk, per gli abitanti delle zone di fronte, per i militari ucraini, per i sacerdoti e per i consacrati che ogni giorno, rischiando la propria vita, rimangono accanto alla popolazione e testimoniano Cristo.

Commentando i nuovi danni causati dagli attacchi, l’Esarca di Donetsk, il vescovo Maksym Ryabukha, ha sottolineato che la distruzione di chiese e monasteri, così come l’uccisione di civili innocenti, rappresenta un’ulteriore prova della vera natura dell’aggressione russa.

«È doloroso vedere che coloro che proclamano davanti al mondo di essere autentici cristiani torturano e uccidono senza sosta i prigionieri, distruggono chiese e monasteri e, senza alcun rimorso, uccidono centinaia di civili innocenti. È altrettanto doloroso che il mondo civile continui a credere alla propaganda russa, senza riconoscere il genocidio di persone innocenti», ha dichiarato.

L’Esarcato di Donetsk sottolinea infine che, anche sotto i continui bombardamenti, la Chiesa resta accanto al suo popolo». «Sacerdoti, monaci e monache non abbandonano la loro gente. Sono una testimonianza viva del fatto che la fede, l’amore e la speranza sono più forti della violenza», conclude il comunicato.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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