«Essere santi oggi in Ucraina significa essere pronti a dare la propria vita», Sua Beatitudine Sviatoslav nella 225 ª settimana di guerra
Essere santi in tempo di guerra rappresenta una sfida particolare. Tuttavia, vediamo che i veri testimoni della fede cristiana nascono anzitutto dall’amore per Dio e per il prossimo, da un amore concreto per la propria Patria. È quanto affermato dal Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, nel suo videomessaggio per la 225 ª settimana di guerra su vasta scala.
Il Primate ha evidenziato che la settimana che sta volgendo a termine è stata estremamente difficile e sanguinosa. Secondo fonti ufficiali, lungo tutta la linea del fronte si è registrata una significativa intensificazione dei combattimenti…
«Il solo fatto che siamo vivi e che l’Ucraina abbia resistito è un altro miracolo di Dio. Per questo ringraziamo sinceramente il Signore Dio e le Forze Armate dell’Ucraina per il dono di aver potuto vivere un’altra settimana sotto la protezione di Dio», ha affermato Sua Beatitudine Sviatoslav.
Il Capo della Chiesa ha dedicato particolare attenzione ai massicci bombardamenti russi contro le città ucraine. Secondo le sue parole, durante uno degli attacchi più intensi, i russi hanno impiegato centinaia di droni e decine di missili di vario tipo contro la popolazione civile e le infrastrutture civili. A seguito dei bombardamenti, gli abitanti di Kyiv, Dnipro e altre città sono morti e feriti; tra le vittime, anche i bambini.
Allo stesso tempo Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che, anche nei momenti più bui della guerra, l’Ucraina continua a vedere segni della presenza di Dio e della solidarietà umana. Come esempio ha riportato l’attività della comunità salesiana a Leopoli e lo sviluppo del calcio per amputati praticato dai veterani di guerra.
Il Primate ha definito particolarmente commuovente la storia del giovane Mykhaylo, che dopo aver subito un’amputazione è diventato un simbolo di sostegno per i militari feriti. Sua Beatitudine Sviatoslav ha affermato che questo bambino svolge una missione speciale tra i veterani, aiutandoli a ritrovare la fiducia nelle proprie forze. Lo stesso Mykhaylo si definisce un «massaggiatore dello spirito».
«Quando si vede come lo Spirito di Dio, ridando vita allo spirito umano, sollevi la persona dallo sconforto e dalla disperazione, aiutandola a superare le conseguenze dei traumi più gravi, allora si comprende davvero che la risurrezione dai morti è reale», ha affermato Sua Beatitudine Sviatoslav.
Nel contesto della celebrazione della Domenica di Tutti i Santi, il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha invitato a riconoscere l’azione dello Spirito Santo nella storia contemporanea dell’Ucraina. Secondo le sue parole, oggi stanno nascendo nuove forme di santità, in cui le persone testimoniano un amore sacrificale per Dio, per il prossimo e per la propria Patria.
«Essere santi oggi in Ucraina significa essere pronti a dare perfino la propria vita per Dio e per salvare il prossimo», ha osservato.
In conclusione, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha invitato la comunità internazionale a non dimenticare le sofferenze del popolo ucraino e ha invocato l’intercessione di tutti i santi per l’Ucraina e per i suoi difensori. Ha infine ripetuto le parole, divenute ormai un simbolo dell’incrollabile resistenza degli ucraini: «L’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


