Rappresentanti della Chiesa ortodossa russa hanno occupato una chiesa greco-cattolica ucraina a Tokmak

16 aprile 2026, 20:08 17

Il 12 aprile, in occasione della festa della Risurrezione di Cristo, celebrata secondo il calendario giuliano, alcuni rappresentanti della Chiesa ortodossa russa hanno occupato abusivamente la chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo della Chiesa greco-cattolica ucraina nella città di Tokmak, vietando ai parrocchiani locali di riunirsi per pregare. Sua Beatitudine Sviatoslav: «È una blasfemia contro il Signore risorto, Principe della Pace! E per di più nel giorno di Pasqua».

Rappresentanti della Chiesa ortodossa russa hanno occupato una chiesa greco-cattolica ucraina a Tokmak

Dichiarazione
dell’Esarcato di Donetsk della Chiesa greco-cattolica ucraina
riguardo all’occupazione della chiesa a Tokmak da parte della Chiesa ortodossa russa

Quest’anno la festività della Risurrezione di Cristo ha rappresentato un’occasione per l’ennesimo atto di aggressione da parte della Chiesa ortodossa russa contro i fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina che si trovano nei territori della regione di Zaporizhzhia temporaneamente sotto l’occupazione.

I sacerdoti del Patriarcato di Mosca hanno occupato abusivamente la chiesa dei santi apostoli Pietro e Paolo nella città di Tokmak, nel distretto di Polohy, vietando ai fedeli locali di svolgere le funzioni religiose. Coloro che tentano di opporre resistenza all’umiliazione e al disprezzo — indipendentemente dall’età o dallo stato di salute — vengono perseguitati dalle autorità di occupazione e condannati a 15 anni di reclusione.

Una di queste persone coraggiose è la signora Svitlana Loy. Nonostante le minacce e le intimidazioni, la signora Svitlana si recava regolarmente in chiesa, pregava, si occupava della pulizia del cortile e della salvaguardia dei beni ecclesiastici.

Particolare indignazione suscita il fatto che ai parrocchiani locali viene vietato di frequentare la loro chiesa, e al contrario, persone estranee assumono ostentatamente il ruolo di «parrocchiani». Ciò conferma ancora una volta il carattere sistematico e mirato delle persecuzioni religiose nei territori occupati, dove il diritto alla libertà di coscienza e di culto viene gravemente violato.

Tali azioni testimoniano non solo il disprezzo per la dignità umana, ma anche una politica sistematica volta a estromettere la Chiesa greco-cattolica ucraina dai territori occupati dalla Russia. Allo stesso tempo, gli esempi di fedeltà e coraggio offerti da persone come la signora Svitlana sono una testimonianza dell’incrollabile spirito e della fede viva che non cede a nessuna pressione.

In queste circostanze è particolarmente importante mantenere l’unità, sostenerci a vicenda nella preghiera e non perdere la speranza. La festa della Risurrezione di Cristo, così come la nostra storia nazionale, ci dimostra che: la verità e la libertà, anche se temporaneamente oppresse, alla fine trionfano.

Zaporizhzhia, 16 aprile 2026


Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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