Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 218 ª settimana di guerra su vasta scala, 19 aprile 2026
Cristo è risorto!
Carissimi fratelli e sorelle in Cristo!
Questa domenica segna la 218ª settimana della grande guerra — una guerra che non si ferma un secondo, nemmeno nella luce del giorno di Pasqua. Nonostante la dichiarazione di tregua pasquale da parte dell’aggressore, quest’ultima è stata cinicamente infranta attraverso crimini contro l’umanità e gravi violazioni del diritto internazionale.
Proprio il giorno di Pasqua, nei pressi del villaggio di Veterynarne nella regione di Kharkiv, quattro militari, prigionieri di guerra ucraini, sono stati brutalmente fucilati. Allo stesso tempo sono continuati gli attacchi sistematici contro strutture mediche, convogli di evacuazione e ambulanze. La popolazione civile, che sperava almeno in una breve tregua pasquale, è diventata bersaglio di attacchi subdoli e spietati.
Durante tutta la settimana, secondo il calendario giuliano seguito anche dagli ortodossi in Russia, abbiamo vissuto la Settimana Santa. Tuttavia, anch’essa è stata oscurata da uno degli attacchi più violenti degli ultimi tempi da parte della Russia contro l’Ucraina, condotto nella notte tra il 15 e il 16 aprile. Sono morte circa 20 persone e oltre 120 sono rimaste ferite. Le perdite maggiori si sono registrate a Kyiv. Un bambino di 11 anni, Maksym, è morto nel suo letto. Hanno subito attacchi anche gli abitanti di Odesa, Dnipro, Zaporizhzhia, Kharkiv — praticamente tutta l’Ucraina.
Alla luce di questa escalation, desideriamo esprimere particolare gratitudine a Papa Leone XIV, che in questi giorni è in visita nel continente africano, per la sua voce profetica della Chiesa di Cristo. Il suo chiaro e coraggioso «No alla guerra!» risuona come un appello alla coscienza del mondo contemporaneo.
Quando oggi si parla di tiranni, spesso si ricordano altri conflitti, in particolare la guerra in Iran. Ma purtroppo uno di loro, che probabilmente anche il Papa aveva in mente, conduce ormai da cinque anni una guerra contro l’Ucraina. Siamo grati a Papa Leone XIV per il coraggio di parlare con la Parola di Dio a coloro che si sono lasciati ingannare dall’illusione dell’onnipotenza e trascinano il mondo nel vortice di una guerra distruttiva.
È stato particolarmente importante ascoltare questa voce alla luce della Pasqua del Signore, la festa della vittoria della vita sulla morte, quando accogliamo tra noi il Cristo risorto come Principe della pace. Sostenendo il Santo Padre in questa lotta contro la guerra nel mondo contemporaneo, desideriamo che tutto il mondo ascolti: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!
In questi giorni pasquali si è verificato un altro doloroso evento nei territori temporaneamente occupati. Nella città di Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia, proprio il giorno di Pasqua è stata compiuta una profanazione della chiesa greco-cattolica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo. Con particolare cinismo sono stati cacciati i nostri fedeli che, nonostante l’impossibilità di partecipare alle liturgie per l’assenza del loro sacerdote, si prendevano cura della chiesa, la pulivano e la frequentavano. La parrocchia è stata occupata da sacerdoti della Chiesa Ortodossa Russa con la partecipazione di formazioni militari.
Esprimiamo il nostro profondo dolore per quanto accaduto e assicuriamo ai nostri fedeli, in questa località tanto martoriata, la nostra vicinanza nella preghiera. Eleviamo una prece a Cristo per coloro che, anche nel giorno della Resurrezione, non esitano a compiere atti di aggressione.
Nonostante tutto, questa settimana rimane Santa. Nelle nostre chiese e comunità risuonava il saluto apostolico: «Cristo è risorto!» — e il nostro popolo rispondeva: «È veramente risorto!». Testimoniamo la Risurrezione di Cristo non solo con le parole, ma vivendo l’esperienza viva della presenza del Salvatore risorto in mezzo a noi.
Questa domenica, che chiamiamo domenica di Tommaso, abbiamo ascoltato il Vangelo su come Cristo entra tra i discepoli a porte chiuse; entra tra coloro che erano prigionieri della paura, dei dubbi e dell’incertezza. Egli viene per rafforzare, dissipare i dubbi e infondere vita laddove regna l’angoscia.
Oggi preghiamo il Cristo risorto affinché apra le porte delle prigioni russe, dove vengono detenuti e torturati i nostri concittadini. Chiediamo che Egli attraversi le trincee e le linee del fronte per raggiungere coloro che vivono nella paura e nella sofferenza della dura realtà della guerra.
Possa il potente annuncio pasquale «Cristo è risorto!», che risuona sull’Ucraina, diventare la nostra preghiera per la pace.
Preghiamo: Signore, Tu sei il Principe della pace, che hai distrutto le porte dell’inferno, hai sollevato l’uomo dalla tomba e lo hai chiamato alla vita. Benedici l’Ucraina con la Tua giusta pace celeste, che hai trasmesso agli apostoli e a tutti noi con le parole: «Pace a voi!».
La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazia e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Cristo è risorto! È veramente risorto!







