Papa Leone XIV: prego per chi soffre in Ucraina e chiedo di fermare la violenza
Dopo la preghiera dell’Angelus, nella seconda domenica di gennaio, Papa Leone XIV ha rivolto il suo pensiero al popolo ucraino, duramente colpito dai bombardamenti contro le infrastrutture civili. Ha inoltre fatto riferimento agli eventi in Siria e in Iran, invitando ad agire per il bene comune, e ha impartito la sua benedizione a tutti i bambini che in questi giorni sono stati o saranno battezzati, con un pensiero particolare per quelli nati in condizioni difficili.

Lo riferisce Vatican News.
«In Ucraina nuovi attacchi, particolarmente gravi, indirizzati soprattutto a infrastrutture energetiche, proprio mentre il freddo si fa più duro, colpiscono pesantemente la popolazione civile. Prego per chi soffre e rinnovo l’appello a cessare le violenze e a intensificare gli sforzi per arrivare alla pace», ha affermato Papa Leone XIV al termine della recita dell’Angelus, domenica 11 gennaio 2026.
In questa occasione il Santo Padre ha anche richiamato l’attenzione sulla situazione in Medio Oriente. «Il mio pensiero si rivolge a quanto sta accadendo in questi giorni in Medio Oriente, in particolare in Iran e in Siria, dove persistenti tensioni stanno provocando la morte di molte persone. Auspico e prego che si coltivi con pazienza il dialogo e la pace, perseguendo il bene comune dell’intera società».
Nel suo saluto ai pellegrini, il Papa ha inoltre ricordato di aver battezzato, quella stessa mattina, alcuni neonati nati nelle famiglie dei dipendenti vaticani. In questo contesto, ha esteso la sua benedizione a tutti i bambini che in questi giorni hanno ricevuto o riceveranno il Battesimo, a Roma e nel mondo intero, affidandoli alla materna intercessione della Vergine Maria. «In modo particolare prego per i bimbi nati in condizioni più difficili, sia di salute sia per i pericoli esterni. La grazia del Battesimo, che li unisce al mistero pasquale di Cristo, agisca efficacemente in loro e nei loro familiari», ha auspicato Leone XIV.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


