«Nessuno è dimenticato»: Sua Beatitudine Sviatoslav ringrazia il cardinale Zuppi per la visita ai prigionieri di guerra ucraini
Nel videomessaggio per la 242 ª settimana di guerra, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha ricordato i nuovi attacchi russi contro Kyiv e ha espresso gratitudine a Papa Leone XIV e al cardinale Matteo Zuppi, suo inviato speciale, per la visita ai prigionieri di guerra ucraini in Russia.
Nel suo videomessaggio settimanale Sua Beatitudine Sviatoslav ha definito la settimana appena trascorsa «profondamente dolorosa», segnata da intensi combattimenti lungo la linea del fronte e da attacchi quotidiani, diurni e notturni, contro città e villaggi. L’epicentro degli attacchi è rimasto Kyiv.
Il Primate ha ricordato che il 25 settembre sono morte sette persone, tra cui un ragazzo di quattordici anni, e decine sono rimaste ferite. Nella notte del 30 settembre un nuovo attacco massiccio ha colpito la rete elettrica della capitale, costringendo a introdurre interruzioni di emergenza dell’energia elettrica. Nella stessa giornata sono morte altre sette persone, tra cui un bambino. Quel giorno l’allarme aereo è durato 12 ore e 45 minuti.
«È evidente che, in momenti simili, la vita della città in un modo o nell’altro si blocca», ha osservato l’Arcivescovo Maggiore.
Un segno di luce in una settimana di guerra
In questo drammatico contesto, Sua Beatitudine Sviatoslav ha indicato come un importante «segno di luce» la missione del cardinale Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Leone XIV, che durante la sua visita in Russia ha ottenuto il permesso di visitare i prigionieri di guerra ucraini e ha potuto incontrarli.
Secondo il Primate, si tratta di un passo particolarmente significativo sul piano della diplomazia umanitaria. Finora, infatti, le autorità russe non hanno mai consentito ad alcuna istituzione internazionale di visitare i luoghi di detenzione dei prigionieri di guerra ucraini.
Sua Beatitudine Sviatoslav ha ricordato che il cardinale Zuppi aveva già visitato in Ucraina, nel mese di luglio, prigionieri di guerra russi e aveva successivamente chiesto che un analogo permesso fosse concesso anche da parte russa.
«Si tratta di un gesto e di un passo estremamente importanti», ha sottolineato l’Arcivescovo Maggiore.
Per comprendere la portata umana di questa visita, Sua Beatitudine ha descritto la condizione di chi vive in prigionia: una situazione nella quale la persona viene isolata dal tempo e dallo spazio, privata della libertà e spesso anche della certezza che qualcuno si ricordi di lei.
«Ed ecco che, in quel regno di prigionia, di umiliazioni e di dolore umano, appare la figura dell’inviato del Papa con una parola di benedizione», ha detto.
Per Sua Beatitudine Sviatoslav, la presenza dell’inviato del Papa è il segno che nessuno è dimenticato.
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La dignità dei prigionieri e il diritto internazionale
Nel suo videomessaggio, Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso una particolare gratitudine a Papa Leone XIV per i suoi «sforzi incessanti volti a preservare la dignità umana anche in condizioni di guerra».
Proprio la dignità della persona, ha ricordato il Primate, costituisce il fondamento del diritto internazionale umanitario.
L’Arcivescovo Maggiore ha ricordato che l’Ucraina non rende ufficialmente pubblico il numero dei propri militari detenuti in Russia. Nel febbraio di quest’anno, tuttavia, il Presidente ucraino aveva parlato di circa 7.000 militari ucraini ancora in prigionia, una cifra che nel frattempo potrebbe essere cambiata anche grazie agli scambi di prigionieri.
A questa situazione si aggiunge quella delle persone di cui non si conosce ancora la sorte: oltre 114.000 militari ucraini risultano dispersi.
«Ogni volta che riusciamo a stabilire la sorte delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, difensori dell’Ucraina, a preservarne il nome e a onorarne la dignità, compiamo un altro passo importante verso una pace giusta e duratura», ha detto Sua Beatitudine Sviatoslav.



