Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 242 ª settimana di guerra su vasta scala, 04 ottobre 2026

4 ottobre 2026, 20:40 1

Sia lodato Gesù Cristo!

Cari fratelli e care sorelle in Cristo!

Questa domenica segna già la 242ª settimana di questa grande e sanguinosa guerra. È stata una settimana profondamente dolorosa, segnata da intensi combattimenti lungo la linea del fronte e da quotidiani attacchi, sia diurni sia notturni, contro le nostre città e i nostri villaggi pacifici. La nostra capitale, Kyiv, è rimasta l’epicentro degli attacchi russi, dove molte persone hanno perso la vita e numerose altre sono rimaste ferite.

Il 25 settembre, ad esempio, in un solo giorno sono morte sette persone, tra cui un ragazzo di quattordici anni, e decine di persone sono rimaste ferite. E lo stesso, purtroppo, si può dire quasi per ogni giorno di questa settimana. Nella notte del 30 settembre c’è stato l’ennesimo attacco massiccio contro Kyiv, nello specifico contro la rete elettrica della città. Di conseguenza, nella capitale sono state introdotte interruzioni di emergenza dell’energia elettrica. Anche in quella giornata, a causa dell’attacco russo, sono morte sette persone, tra cui un bambino.

Quanto è cinico un attacco sferrato contro istituti scolastici o scientifici! Nel centro di Kyiv un drone russo ha colpito l’edificio dell’Accademia Nazionale delle Scienze dell’Ucraina. E il 1 ° ottobre, proprio mentre celebravamo la festa della Protezione della Santissima Madre di Dio, un drone russo ha colpito una scuola. È una grande fortuna che nessuno sia rimasto ferito, perché i bambini e il personale erano riusciti a raggiungere in tempo il rifugio.

Vogliamo ringraziare il Signore Dio e le Forze Armate ucraine per il fatto di essere sopravvissuti a questa settimana. Si ha l’impressione che il nemico voglia fare di tutto affinché proprio a Kyiv risuoni un allarme aereo quasi ininterrotto. Per esempio, il 30 settembre l’allarme aereo è durato 12 ore e 45 minuti senza sosta. È evidente che, in momenti simili, la vita della città in un modo o nell’altro si blocca.

Ma questa settimana si è verificato un segno di luce. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine all’inviato speciale di Papa Leone XIV, il cardinale Matteo Zuppi, per la sua missione in Russia e per essere riuscito a ottenere il permesso di visitare i prigionieri di guerra ucraini. Finora i russi non hanno mai permesso ad alcuna istituzione internazionale di visitare i luoghi di detenzione delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. Per questo, la visita è stata un passo importante nella diplomazia umanitaria.

Va sottolineato che, prima di ciò, nel mese di luglio, il cardinale Zuppi aveva visitato in Ucraina i prigionieri di guerra russi, chiedendo in seguito che un permesso analogo fosse concesso anche da parte russa. E così è stato.

Si tratta di un gesto e di un passo estremamente importanti. Immaginiamo: un prigioniero di guerra non si trova soltanto in un luogo di privazione della libertà. Viene isolato dal tempo e dallo spazio. Non sa dove si trova. Viene sottoposto a un regime di detenzione in cui non sa se è giorno o notte, quale stagione sia, quale giorno del calendario stia vivendo. Si cerca di privarlo della certezza che qualcuno si ricordi di lui e di cancellare persino il nome di quella persona. Ed ecco che, in quel regno di prigionia, di umiliazioni e di dolore umano, appare la figura dell’inviato del Papa con una parola di benedizione.

Ciò significa che nessuno è dimenticato. Il Signore Dio si ricorda di ognuno. E la Chiesa-madre opera affinché tutti i nostri prigionieri di guerra e gli ostaggi illegalmente detenuti siano liberati nel più breve tempo possibile.

Vogliamo ringraziare in particolare Papa Leone XIV per gli sforzi incessanti volti a preservare la dignità umana anche in condizioni di guerra. È proprio la dignità della persona umana il fondamento del diritto internazionale umanitario. L’Ucraina non rende ufficialmente noto il numero dei propri prigionieri di guerra detenuti dalla Russia. Ma all’inizio di quest’anno, nel mese di febbraio, il Presidente dell’Ucraina ha indicato la cifra di circa 7.000 militari ucraini che si trovano nella prigionia russa. Questa cifra potrebbe essere cambiata, poiché, grazie a Dio, si sono svolti scambi di prigionieri di guerra. Purtroppo, però, i combattimenti continuano.

Oltre 114.000 militari ucraini risultano dispersi. Ogni volta che riusciamo a stabilire la sorte delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi, difensori dell’Ucraina, a preservarne il nome e a onorarne la dignità, compiamo un altro passo importante verso una pace giusta e duratura.

Nessuno è dimenticato, non solo nella memoria della nostra Chiesa e del nostro popolo, ma anche davanti al Signore. Egli si ricorda di tutti.

Per questo oggi diciamo ancora una volta, con una voce forte di fede, speranza e amore del popolo ucraino, a tutto il mondo: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!

Questa settimana abbiamo celebrato una festa particolare della nostra tradizione liturgica, ecclesiale e popolare — la festa della Protezione della Santissima Madre di Dio. È una ricorrenza in cui sentiamo viva la protezione divina sul nostro popolo. Quando gli sforzi umani non bastano a darci sostegno, protezione e conforto, sappiamo che la Madre di Dio distende il suo velo sui propri figli in Ucraina.

Non a caso la festa della Protezione è la festa dei cosacchi ucraini e dei difensori dell’Ucraina.

Ma in questo giorno della festa della Protezione, l’Ucraina e la nostra Chiesa hanno ricevuto un altro dono dal Signore Dio. Nella città di Chortkiv, nella regione di Ternopil, ha avuto luogo l’ordinazione episcopale di padre Terentiy Tsapchuk, eletto vescovo ausiliare dell’Eparchia di Buchach. Questo evento, avvenuto con la benedizione del Santo Padre, è un segno evidente del fatto che il Signore Dio continua a prendersi cura del proprio popolo in Ucraina, inviando pastori perché siano maestri del loro popolo, lo santifichino e lo conducano a Lui. E la Madre di Dio continua a stendere su di noi il suo velo, a pregare per noi e a intercedere davanti al trono di Dio.

Oggi preghiamo: Signore, benedici l’Ucraina, proteggi le nostre città e i nostri villaggi dai quotidiani attacchi russi, dai missili e dai droni assassini.

Signore, benedici il nostro esercito ucraino!

Signore, sostieni tutti coloro che difendono la vita umana e la dignità in Ucraina! Benedici tutti coloro che, con la forza della diplomazia ecclesiale e umanitaria, difendono la dignità e salvano la vita dei nostri prigionieri e ostaggi.

Dio, benedici la nostra Patria con la Tua giusta pace celeste.

La benedizione del Signore sia su di voi, con la Sua grazia e il Suo amore per l’umanità, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo!

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