Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 245 ª settimana di guerra su vasta scala, 26 ottobre 2026
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e care sorelle in Cristo!
Questa domenica segna già la 245ª settimana della grande e sanguinosa guerra che nel mondo viene definita un’invasione su vasta scala. Come cristiani, noi la definiamo una guerra sacrilega, una grande blasfemia, un disprezzo sia per Dio sia per l’essere umano.
Questa settimana i difensori dell’Ucraina, ragazze e ragazzi, hanno liberato i nostri territori, riuscendo a contenere con successo gruppi di forze russe numericamente superiori. Allo stesso tempo, il nemico ha attaccato ad ondate le nostre città e i nostri paesi, sferrando attacchi di giorno e di notte. Il 16 e il 19 ottobre sono state giornate di attacchi particolarmente crudeli contro le infrastrutture delle nostre città e dei nostri paesi. All’incirca un milione di persone è rimasto senza elettricità.
Nella notte del 22 ottobre il nemico ha sferrato un attacco massiccio contro Kyiv, lanciando sulla capitale 21 missili balistici. Tali ordigni sono stati deliberatamente indirizzati contro i quartieri residenziali.
Uno dei missili ha colpito una zona nelle immediate vicinanze della Lavra delle Grotte di Kyiv (Kyiv-Pechersk Lavra). Tale attacco si è verificato sullo sfondo degli ennesimi negoziati per un possibile cessate il fuoco, proprio nel momento in cui qualcuno si è affrettato a definire «umano» l’aggressore russo.
Abbiamo visto come questo attacco distrugge quanto vi è di più sacro, disprezzando non solo la diplomazia, ma la stessa vita umana.
Tuttavia, questa settimana si è verificato anche un evento luminoso. Quando ho condiviso tale avvenimento con i nostri monaci e le nostre monache, con i sacerdoti e i fedeli, uno di loro ha esclamato: «Ebbene, forse adesso, finalmente, la guerra finirà!». L’evento in questione è stato il mio incontro di venerdì con il Santo Padre Leone XIV.
È stato profondamente toccante che, nella prima settimana dopo il suo ritorno dall’ospedale, il Santo Padre abbia voluto ascoltare la voce dell’Ucraina. Questo incontro è stato, da un lato, una manifestazione della consolazione paterna del Papa Leone XIV per il martoriato popolo ucraino e, dall’altro, una testimonianza visibile e piena della comunione della Chiesa di Kyiv con il Successore dell’apostolo Pietro.
Ho ringraziato il Santo Padre per la sua instancabile voce in difesa dell’Ucraina e per la sua azione diplomatica sul piano umanitario; una voce che ha il coraggio di parlare profeticamente ai potenti di questo mondo, ricordando la necessità della pace e il fatto che la guerra in Ucraina non ha una soluzione militare. Ho condiviso con il Papa che l’Ucraina ha pregato e continua a pregare per la sua pronta guarigione. Ho condiviso inoltre le conclusioni del nostro Sinodo dei Vescovi, svoltosi quest’anno a Zarvanytsya, e ho illustrato la vita della nostra Chiesa in Ucraina e nelle diverse parti del mondo, dove vivono comunità ucraine.
Ho raccontato anche come ci stiamo preparando all’arrivo dell’inverno e come stiamo cercando di resistere al freddo, che la Russia cerca di trasformare in un’arma di distruzione di massa. Ho ringraziato il Santo Padre per la solidarietà manifestata dalla Chiesa Cattolica in tutto il mondo nei confronti della nostra Chiesa e del popolo ucraino. Ho testimoniato con quale spirito eroico di servizio i nostri sacerdoti, i monaci e le monache e i vescovi servano i propri fedeli, cercando ciascuno a modo suo, ma con la stessa dedizione, di tradurre la propria fede cristiana in opere di misericordia e di amore.
In conclusione dell’incontro, il Papa mi ha ringraziato per la testimonianza di fede. Egli ha affermato che la testimonianza di fede della Chiesa ucraina è molto importante sia per lui sia per tutta la Chiesa universale.
Pertanto, affermiamo ancora una volta: l’Ucraina resiste! L’Ucraina prega! L’Ucraina combatte!
Questa domenica, a Roma, nella Basilica minore di Santa Sofia, si svolge un evento speciale. Nella Città Eterna si sono riunite le partecipanti al movimento «Madri in preghiera», giunte non solo dall’Italia, ma anche da ogni angolo del mondo.
Sabato, presso la Pontificia Università Lateranense, si è tenuta una conferenza scientifica dedicata a questo fenomeno unico: il movimento di preghiera delle madri. E oggi abbiamo celebrato insieme la Divina Liturgia nella Basilica minore di Santa Sofia, un luogo che custodisce il patrimonio spirituale del Patriarca Josyf, nostro grande predecessore.
Durante il colloquio con il Santo Padre, gli ho parlato di questo movimento di preghiera, che quest’anno celebra il 20 ° anniversario della sua fondazione. Gli ho raccontato come le madri ucraine abbiano pregato per lui e per la sua guarigione. Il Papa ha voluto ringraziare personalmente tutti coloro che hanno pregato per lui, in particolare le madri in preghiera, che non hanno mai smesso di ricordarlo nelle loro preghiere.
Oggi vogliamo inoltre ringraziare tutte le partecipanti di questo movimento e tutte le madri che pregano. La preghiera delle madri è oggi una forza speciale per la nostra Chiesa e per il nostro popolo. Durante la guerra, una madre è spesso condannata ad aspettare. Aspettare il ritorno del proprio figlio o della propria figlia dal fronte o da una lontana terra straniera. Aspettare notizie dai figli che si trovano esposti a un pericolo mortale. La madre che prega trasforma la forza dell’attesa nella forza dell’intercessione.
Quando gli sforzi umani non portano il risultato desiderato e nell’attesa la persona sperimenta la propria impotenza, la preghiera non le permette di cadere nella disperazione. Al contrario, proprio quando le forze umane si esauriscono, ci viene in aiuto la forza di Dio, che invochiamo nella preghiera.
Ringrazio tutte le madri che si uniscono nella preghiera per i propri figli, per la nostra Chiesa, per il nostro popolo e per la nostra Patria. Ringrazio tutti coloro che hanno compiuto un lungo viaggio per venire nella Città Eterna e testimoniare davanti al Papa e alla Chiesa universale la forza della fede e della preghiera della nostra Chiesa.
Oggi preghiamo: Signore, benedici le madri dell’Ucraina! Ascolta le loro preghiere, esaudisci le loro suppliche. Fa’ tornare a casa tutti i figli. Fa’ sì che le madri dell’Ucraina non debbano mai più piangere.
Dio, ferma questa guerra! Dio, benedici la nostra tanto martoriata terra ucraina con la Tua giusta pace celeste!
La benedizione di Dio venga su di voi, con la Sua grazia e il Suo amore per l’umanità, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
Sia lodato Gesù Cristo!







