Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 207 ª settimana di guerra su vasta scala, 01 febbraio 2026

2 febbraio 2026, 20:40 2

Cristo è nato!

Cari fratelli e care sorelle in Cristo!

Continuiamo a contare i giorni e le settimane della grande e sanguinosa guerra. Questa domenica segna la 207ª settimana di questa tragedia: da un lato, una vergogna per l’intera umanità, dall’altro una grande offesa a Dio e alla persona umana.

Questa settimana in Ucraina può essere definita con un’espressione: «l’umanità riscalda». Sullo sfondo di un gelo estremo e dei bombardamenti notturni contro le nostre città e i villaggi condotti con ogni genere di armamenti russi, i nostri operatori energetici e soccorritori, giorno e notte, difendono la vita umana, riportando il calore e la luce nelle nostre dimore.

Uno degli operatori energetici qui, a Kyiv, ha condiviso di poter vedere la luce solamente sul posto di lavoro, perché a casa è costretto a vivere nel buio e al freddo. Nella nostra capitale quasi 500 palazzi restano ancora senza riscaldamento ed elettricità. Allo stesso tempo, il nemico prepara nuovi attacchi, tentando non solo di distruggere la capacità generativa delle nostre centrali elettriche, ma anche di frammentare l’intero sistema di distribuzione elettrica in Ucraina.

Un episodio particolarmente grave avvenuto questa settimana è stato un massiccio attacco con droni alla residenza di Odesa del metropolita Agafangel e al monastero, sede del seminario della Chiesa ortodossa ucraina del Patriarcato di Mosca.

È stata una settimana segnata dal dolore e dal freddo, ma allo stesso tempo una settimana di eroismo umano.

Il nemico bombarda non solo le infrastrutture, ma anche le vie di trasporto dell’Ucraina. In particolare, nelle vicinanze di Kharkiv, un treno con passeggeri civili è stato attaccato con droni. Ci sono vittime. In questa terribile circostanza, però, i nostri soldati, che si trovavano sul treno, hanno salvato donne e bambini, testimoniando ancora una volta l’apice del coraggio cristiano e umano.

Ringraziamo il Signore Dio per essere sopravvissuti anche questa settimana. Ringraziamo perché, nonostante le sfide, la nostra libertà incrollabile rimane salda. Ogni notte il nemico commette nuovi crimini contro l’umanità. Questi bombardamenti non hanno alcun senso militare o strategico — il loro bersaglio è la popolazione civile.

Ci sosteniamo l’un l’altro, riscaldiamo i cuori, creiamo spazi di resistenza presso le nostre chiese e monasteri. Vogliamo che tutto il mondo sappia e senta: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!

Questa settimana siamo stati testimoni della grande solidarietà con l’Ucraina da parte delle comunità della nostra Chiesa e delle persone semplici, cristiani provenienti da diversi paesi del mondo. In particolare, a Kyiv sono giunti i primi generatori raccolti dall’arcidiocesi di Cracovia della Chiesa cattolica romana. Ho avuto l’opportunità di trasmettere personalmente all’Ambasciatore della Polonia a Kyiv le parole della nostra profonda gratitudine per questa solidarietà, che supera le manipolazioni politiche e gli spiriti xenofobi provocati dalla propaganda russa.

Ringrazio ancora una volta Sua Eminenza il Cardinale Grzegorz Ryś e tutti i fratelli e tutte le sorelle in Polonia, che oggi sono solidali con l’Ucraina. Sappiamo della raccolta di offerte nelle parrocchie polacche, annunciata la scorsa domenica, e fin d’ora vogliamo esprimere la nostra gratitudine a chiunque sostenga il nostro martoriato ma incrollabile popolo.

Oggi, questa domenica, siamo alla vigilia della festa della Candelora (Presentazione di Gesù), che nella nostra tradizione ucraina conclude il periodo natalizio delle kolyada. Proprio per questo, nel corso di questa settimana, nelle nostre comunità e nelle parrocchie, ma anche qui a Kyiv, presso la curia patriarcale, abbiamo celebrato la conclusione delle kolyada (Rozkolyada).

La festa della Presentazione di Gesù è un momento spirituale particolarmente significativo, in cui concentriamo l’attenzione su Gesù Cristo, luce per illuminare le genti. Come racconta l’evangelista Luca, al quarantesimo giorno dopo il Natale, la Purissima Vergine Maria e Giuseppe portarono Gesù al Tempio. Lì, il giusto Simeone e la profetessa Anna, guidati dallo Spirito Santo nel Tempio, rivelarono al mondo il profondo significato di questo evento. Cristo è la Luce, e la Vergine Maria è la candela che porta questa Luce all’umanità assetata di speranza.

Nella nostra tradizione la Candelora è anche una festa delle persone consacrate. Per questo oggi vogliamo ringraziare per il dono della vocazione e del ministero di tutti i fratelli e tutte le sorelle che si dedicano al servizio nei nostri monasteri e nelle comunità della vita consacrata. Essi meritano il nostro rispetto e gratitudine, ma anche il nostro invito ai giovani, ragazzi e ragazze, a rispondere con coraggio alla chiamata di Dio. Oggi la nostra Chiesa necessita di questa «cavalleria leggera» capace di arrivare là dove c’è maggiore bisogno.

Preghiamo: Dio, illumina il nostro popolo con la Tua luce! Dio, scalda i Tuoi figli con il calore del Tuo amore! Dio, illumina i cuori e le menti dei potenti di questo mondo, che continuano a concepire empi disegni di morte e di prosecuzione della guerra! Dio, inspira i cuori dell’umanità contemporanea con il Tuo spirito di pace. Signore, benedici la nostra Patria con la Tua giusta pace celeste!

La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazia e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo!

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