Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 206 ª settimana di guerra su vasta scala, 25 gennaio 2026
Cristo è nato!
Cari fratelli e care sorelle in Cristo!
Questa domenica segna già la 206ª settimana dell’aggressione su vasta scala della Russia sul territorio della nostra Patria. La 206ª settimana della grande guerra in Ucraina e in Europa.
Questa settimana è stata veramente un tempo di lotta sovrumana per l’umanità, per la vita umana, per la luce e il calore. Su tutta la linea del fronte — da Nord, dalla nostra regione di Sumy, di Chernihiv, Kharkiv, fino a Sud, alla nostra Odesa, Zaporizhzhia — continuano intensi combattimenti. Preghiamo specialmente per Zaporizhzhia, per quella curiosa e rinomata città di Huliaipole, per il nostro Kharkiv, per Kupyansk dove i nostri soldati, nel pieno inverno, contengono ogni volta attacchi più intensi del nemico.
Tuttavia, probabilmente ricorderemo questa settimana per gli attacchi russi contro la popolazione civile che non hanno precedenti. Mentre in vari contesti internazionali, come a Davos o negli Emirati Arabi Uniti, si discute di possibili tregue energetiche e di soluzioni per fermare questa guerra terribile e sacrilega, la Russia intensifica ogni volta i suoi attacchi contro città e paesi pacifici. Nel corso di questa settimana, il bersaglio principale di questi bombardamenti è stata la nostra capitale, Kyiv.
L’ultimo attacco massiccio di questo genere contro Kyiv lo abbiamo vissuto nella notte del 24 gennaio. Si è trattato di un attacco combinato, condotto con armi che la Russia non utilizzava da tempo in questa guerra. La Russia ha lanciato 12 missili antinave contro una città pacifica. L’ultima volta che tali missili furono impiegati fu contro la città di Dnipro, dove distrussero un intero edificio e uccisero decine di civili. E qui — parliamo di 12 missili contro un unico bersaglio, Kyiv.
Vediamo dunque segni evidenti di crimini contro l’umanità, contro il diritto internazionale e contro ogni regola morale della guerra. L’obiettivo è distruggere le infrastrutture, in particolare quelle energetiche dell’Ucraina, e condannare gli ucraini al freddo estremo. Ma è sorprendente constatare che, proprio quando il nemico probabilmente si pone l’obiettivo di demoralizzarci colpendo civili innocenti, ogni attacco ci rende più forti. Ogni tragedia unisce di più il popolo ucraino.
Con stupore guardiamo il volto dei nostri uomini e donne, dei ragazzi e delle ragazze, degli anziani e dei bambini che questa mattina, a Kyiv, si recano in chiesa, pregano e mostrano il più alto grado di eroismo, coraggio e resilienza in tali circostanze. Immaginate: se in un palazzo nella capitale manca luce e riscaldamento, l’appartamento diventa subito una trappola di ghiaccio, dove la temperatura interna è solo pochi gradi sopra quella esterna. E in questi giorni a Kyiv la temperatura è scesa costantemente sotto i dieci gradi di gelo. In tali condizioni, l’acqua e le fognature si congelano quasi immediatamente.
In che modo il nostro popolo, con fede in Dio, dimostra la massima resilienza in queste circostanze? Penso che, ciascuno che osserva questo popolo non può che restare stupito. E noi, qui a Kyiv, ringraziamo il Signore Dio per le persone che oggi ha donato alla terra ucraina.
A nome di tutti quegli eroi, noti e ignoti, che al fronte e nelle retrovie testimoniano una dedizione assoluta alla libertà e alla verità, e a nome dei bambini che vivono in palazzi freddi, dichiariamo che il mondo intero deve ascoltare la voce che viene da Kyiv: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!
Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che, nonostante i bombardamenti russi, lavorano instancabilmente per ripristinare le infrastrutture e riportare nelle nostre case riscaldamento, luce, acqua e tutto ciò che serve per vivere. Un ringraziamento speciale ai tecnici dell’energia, ai soccorritori e a tutti i servizi di vario tipo e scopo, che lavorano giorno e notte, senza sosta, per salvare vite umane.
Voglio anche ringraziare sinceramente quanti oggi sono solidali con noi. Un grazie in particolare ai nostri amici polacchi e alla città di Varsavia, che ha raccolto oltre cinque milioni di złoty e continua la raccolta per aiutare Kyiv, per riscaldare questa città. Si tratta di un altro esempio straordinario di solidarietà internazionale tra due capitali, quella della Polonia e quella dell’Ucraina. Ringraziamo tutti coloro che hanno donato, spesso il loro ultimo obolo, da Varsavia fino a Kyiv, per salvare le vite degli ucraini.
Questa domenica, inoltre, concludiamo la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Questo diventa ormai una dimensione essenziale della nostra cultura: essere cristiani in Ucraina significa pregare per la nostra unità. Preghiamo insieme — rappresentanti di diverse Chiese e confessioni. Preghiamo visitando chiese gli uni degli altri. Preghiamo chiedendo tutti la stessa cosa: che il Signore Dio guarisca le ferite della nostra divisione e ci doni un’unità visibile e piena tra i discepoli di Gesù Cristo. E vediamo che questa preghiera porta i suoi frutti. Oggi reagiamo insieme e uniti affrontiamo tutte le sfide della guerra.
Già oggi, come cristiani, siamo uniti nella nostra azione concreta — nel servizio e nel salvataggio delle vite umane in Ucraina. In questo modo ci opponiamo all’uso strumentale e sfruttamento della religione, in particolare del cristianesimo, a favore dei potenti di questo mondo.
In questa occasione, voglio anche richiamare all’attenzione che il Consiglio delle Chiese cristiane dell’Ucraina ha recentemente rilasciato una dichiarazione nella quale condanna sia la schiavitù delle Chiese cristiane, attuata oggi dalla Russia, sia la trasformazione della religione in un’arma.
Abbiamo inoltre espresso la nostra solidarietà al Patriarca Ecumenico Bartolomeo, che recentemente è stato attaccato personalmente dall’intelligence esterna russa a causa di una serie di dichiarazioni pubbliche rilasciate contro di lui. Oggi noi, i cristiani dell’Ucraina, ci uniamo nella preghiera, nel lavoro e nel servizio al Signore. Crediamo che questa preghiera, offerta dai cristiani che soffrono per l’unità, sarà ascoltata da Dio e diventi un tesoro della cultura cristiana del terzo millennio.
Dio, benedici l’Ucraina! Dio, manda l’arcangelo Michele con le schiere celesti a difendere i Tuoi figli, la Tua Chiesa e la nostra Patria! Dio, dona all’Ucraina la Tua pace giusta, illumina i cuori di tutti coloro che ai più alti livelli internazionali cercano il modo di fermare l’aggressore e porre fine alla guerra!
Dio, benedici la martoriata terra ucraina con la Tua giusta pace celeste!
La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazia e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.
Cristo è nato! Sia lodato!







