Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 201 ª settimana di guerra su vasta scala, 21 dicembre 2025
Sia lodato Gesù Cristo!
Cari fratelli e sorelle in Cristo!
Questa domenica segna già la 201ª settimana della grande guerra in Ucraina. Continuiamo a contare, uno dopo l’altro, i giorni e le notti, le settimane e i mesi, che arrecano all’Ucraina nuove vittime. Ogni giorno viene versato sangue umano. Ogni giorno il nemico infligge nuovi attacchi massicci su tutto il territorio della nostra Patria.
Durante questa settimana abbiamo pregato in modo particolare per i nostri soldati che combattono nei pressi di Pokrovsk e Myrnohrad, nella regione di Donetsk; per quelli che difendono vicino a Hulyaypole, nella regione di Zaporizhzhia, e per coloro che operano a Kupyansk, nella regione di Kharkiv. Vediamo come il nemico abbia cambiato tattica e, notte dopo notte, scelga tra le nostre città pacifiche il suo prossimo bersaglio.
Tra queste città colpite vi è Odesa, insieme alla sua regione costiera sul Mar Nero. In seguito a una serie di attacchi massicci e mirati, soprattutto notturni, Odesa è rimasta per diversi giorni in uno stato di completo blackout. Sulle sponde del Mar Nero, la popolazione è stata privata dell’energia elettrica e del riscaldamento.
Proprio ieri il nemico ha colpito l’infrastruttura portuale. Sappiamo che circa dieci persone sono stati uccisi e una trentina sono rimaste ferite in un unico, terribile bombardamento. Sono stati danneggiati punti di transito tra l’Ucraina e la Moldavia. Persino un ponte è stato deliberatamente attaccato mentre una famiglia civile attraversava il fiume Dniester con la propria automobile: in tale attacco una madre e i suoi figli sono morti.
In mezzo a tali circostanze drammatiche, stiamo facendo tutto il possibile per salvare vite umane. Per questo motivo, apriamo centri di resilienza nei luoghi in cui: dove fa freddo, gli ucraini possano scaldare l’un l’altro; e dove manca la luce, possano donarsi reciprocamente luce e speranza.
Oggi desideriamo che il mondo torni a essere nuovamente solidale con l’Ucraina, specialmente in questo momento in cui sono in corso le discussioni del cosiddetto piano di pace per porre fine a questa guerra. Desideriamo che i potenti di questo mondo si lascino toccare dal dolore e dalla sofferenza del popolo ucraino. Desideriamo ardemente una pace autentica: una pace che non sia semplicemente un documento firmato, ma uno spazio di vita, in cui sia possibile vivere, avere accesso al calore e alla luce, avere un futuro, sentirsi sicuri, e avere la possibilità di costruire la propria vita!
Oggi, diciamo al mondo intero: l’Ucraina resiste! L’Ucraina combatte! L’Ucraina prega!
Questa settimana l’attenzione della nostra Chiesa era rivolta alla Francia, e in particolare a Parigi, dove, per la prima volta nella storia della nostra Chiesa, si è svolta l’ordinazione episcopale di un vescovo ucraino. S. E. Ihor Rantsya è stato chiamato dalla Chiesa al ministero episcopale ed è entrato in carica come vescovo della nostra l’Eparchia di San Volodymyr il Grande a Parigi, che, oltre alla Francia, si prende cura dei nostri fedeli in Belgio, Paesi Bassi, Lussemburgo e Svizzera.
Questa ordinazione del nuovo vescovo è stata un momento di profonda comunione: un’occasione in cui la Chiesa ucraina a Parigi ha potuto dialogare con la società francese, con la Chiesa cattolica di questo paese e anche con l’intero mondo francofono. Ciò è avvenuto anche grazie alla presentazione delle nostre pubblicazioni in lingua francese e agli incontri con i giornalisti, i rappresentanti delle istituzioni, intellettuali, leader delle organizzazioni civili e comunità, non solo ucraine ma anche francesi.
Preghiamo per il nuovo vescovo Ihor, che il Signore Dio ha chiamato a guidare questa eparchia, nella quale ha prestato servizio come sacerdote per dieci anni. Inoltre, vogliamo esprimere la nostra riconoscenza ai vescovi di Francia, chehanno accolto il nostro giovane vescovo all’interno della Conferenza Episcopale. Al termine dei suoi studi di dottorato in ambito ecumenico, egli potrà offrire un contributo significativo alla costruzione e al rafforzamento del dialogo tra i cristiani. Per noi, in Ucraina, è particolarmente significativo sapere che ora, a Parigi, la voce del popolo ucraino potrà risuonare con maggior forza.
Parigi è tradizionalmente considerata la capitale europea dei popoli, crocevia di culture, pensieri e idee diverse, nonché di diverse confessioni religiose, identità e culture nazionali e Chiese. In questo mosaico di nazioni e Chiese, anche l’Ucraina avrà la sua presenza viva. Che il Signore benedica la nostra Chiesa!
Ringraziamo tutti coloro che sosterranno S. E. Ihor nel suo ministero, e riaffermiamo che la Chiesa ucraina sarà sempre con il suo popolo, ovunque il Signore lo chiami o lo disperda. «La tua Chiesa è sempre e ovunque con te» — questo è il motto della nostra pastorale tra gli ucraini che vivono al di fuori dei confini dell’Ucraina.
Oggi, tuttavia, volgiamo lo sguardo verso l’avvenire. Tra quattro giorni sarà Natale. Secondo il ritmo liturgico della nostra Chiesa, ci troviamo nel tempo della prefesta della Natività di Cristo. Questa domenica prenatalizia ci fa percepire il movimento dell’universo che si prepara ad accogliere, nella carne dell’uomo, il suo Creatore.
Sentiamo come l’intero mondo si mette in cammino. I sapienti d’Oriente seguono la stella e viaggiano da terre lontane verso Betlemme. La Santa Famiglia, Maria e Giuseppe, si avvia anch’essa verso Betlemme, bussando a molte porte in cerca di un luogo dove possa nascere il Figlio di Dio.
Anche noi, in questi giorni, non restiamo inerti; ascoltiamo il battito del mondo e delle forze cosmiche. Muoviamoci e portiamo a compimento la nostra preparazione spirituale per accogliere degnamente la nascita di Cristo Signore.
A tutti voi, rivolgo un augurio sincero per un santo e prossimo Natale! Nel mistero della Natività, il Figlio di Dio si fa uno di noi. Si incarna nel dolore e nella sofferenza dell’Ucraina. È realmente presente nelle nostre ferite. Ma là dove regna la tenebra, Egli porta la speranza della luce del cielo. E là dove infuria la guerra, Egli dona la pace celeste.
Lo imploriamo: Signore, vieni, ferma la guerra e benedici i figli dell’Ucraina con la Tua giusta pace celeste!
La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazie e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.







