Videomessaggio del Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina nella 197 ª settimana di guerra su vasta scala, 23 novembre 2025

23 novembre 2025, 20:40 5

Sia lodato Gesù Cristo!

Cari fratelli e sorelle in Cristo!


Questa domenica segna già la 197ª settimana della guerra su vasta scala, che i criminali russi hanno portato sulla pacifica terra ucraina. Questa settimana è stata segnata sia dal nobile eroismo dei figli e delle figlie dell’Ucraina nella difesa della propria Patria, sia dai nuovi crimini contro l’umanità commessi dagli occupanti sulla nostra martoriata terra ucraina.

Preghiamo per i nostri difensori a Pokrovsk, Myrnohrad nel Donbas, Huliaypole nella regione di Zaporizhzhia, nel Sud della nostra Patria, Kupyansk nella regione di Kharkiv; preghiamo per Sumy, anch’essa ogni giorno e notte al centro dei più intensi attacchi russi al Nord del nostro paese.

Tuttavia, probabilmente, tutti noi siamo stati profondamente scossi dalla tragedia avvenuta a Ternopil. Nella notte del 19 novembre, a seguito di un massiccio attacco missilistico contro civili, i criminali russi hanno ucciso decine di persone, centinaia di feriti; tra le vittime ci sono sei bambini. I soccorritori stanno ancora rimuovendo le macerie e lavorano giorno e notte.

Quanto è avvenuto a Ternopil va ben oltre la comprensione del concetto di «guerra». Non si tratta più di guerra, né di uno scontro tra le forze armate degli stati, ma di un deliberata uccisione della popolazione civile. Particolarmente cinica è la comunicazione della parte russa, che ha riportato di aver raggiunto con questo crimine i propri obiettivi. Ancora una volta hanno ribadito la volontà di uccidere deliberatamente la popolazione civile.

Non meno cinico è il fatto che sia accaduto alla vigilia della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia, che per la prima volta quest’anno abbiamo celebrato insieme alla comunità internazionale proprio il 20 novembre. Oggi il sangue innocente dei bambini ucraini bussa alla coscienza di tutte le persone di buona volontà. I sei bambini uccisi dai russi a Ternopil richiamano alla mente i 668 bambini ucraini uccisi in quattro anni di questa guerra.

Oggi vogliamo pregare e ricordare quei bambini scomparsi in Ucraina, i feriti, le decine di migliaia di bambini ucraini rapiti, coloro che non hanno voce per parlare di sé e non hanno nessuno che possa proteggerli dai potenti di questo mondo.

Nel tempo della Quaresima di Natale vediamo che il Figlio di Dio, che viene tra noi per nascere in un corpo umano, che ha scelto di essere egli stesso bambino, oggi soffre profondamente insieme ai bambini dell’Ucraina — ragazze e ragazzi che l’aggressore russo bersaglia consapevolmente nelle sue quotidiane offensive.

Eppure, oggi annunciamo ancora una volta al mondo intero: la nostra Ucraina resiste.

Vogliamo ringraziare Papa Leone XIV che proprio questa settimana ha incontrato i bambini ucraini liberati dal rapimento russo. Ringraziamo il Santo Padre per aver voluto ascoltare personalmente le storie di questi bambini e delle loro famiglie, dei genitori che spesso hanno subito torture davanti ai propri figli. Ringraziamo il Papa per la solidarietà e il sostegno offerto all’Ucraina con le sue parole e con i fatti.

E che il mondo senta: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!

Questa settimana, il 21 novembre, l’Ucraina ha celebrato la Giornata della dignità e della libertà: il giorno in cui, in epoche diverse, hanno avuto luogo due eventi trasformativi per la società ucraina, chiamate Rivoluzione Arancione e Rivoluzione della Dignità. In questo giorno commemoriamo in modo particolare i figli e le figlie dell’Ucraina che hanno dato la vita per la dignità e la libertà della nostra Patria.

Siamo accorsi in via Instytutska, a Kyiv, dove sul sangue degli Eroi della Nebesnya Sotnya è stato costruito una piccola chiesa di legno. Lì viene elevata la preghiera per gli ucraini uccisi innocenti, per coloro che lottarono e diedero la vita per la dignità e la libertà della propria Patria.

Questa settimana abbiamo ricordato anche un’altra tragedia che segna tuttora la coscienza e il cuore degli ucraini come nazione post-genocidio, e che oggi subisce un nuovo genocidio nel corso di questa guerra. Ieri abbiamo commemorato tutte le vittime dell’Holodomor — gli innocenti uccisi dalla fame artificiale organizzata dal regime comunista stalinista. Il motto di questi giorni di memoria sono le parole del Congresso mondiale degli ucraini: «Noi ricordiamo, e il mondo riconosce».

Ogni anno parliamo ancora di fronte al mondo delle ferite e delle tragedie dell’Ucraina non per vendicarci, ma affinché questa memoria diventi un deterrente contro simili tragedie, in Ucraina come in qualunque altro popolo. Ecco perché oggi è fondamentale fermare la mano omicida dell’aggressore russo, che vuole ripetere tutto ciò che noi cerchiamo di prevenire con la nostra resistenza, la nostra memoria e il nostro eroico impegno a difesa della Patria.

In questi giorni di commemorazione delle tragedie passate e di vissuto delle tragedie presenti, vogliamo pregare, — pregare per tutti coloro che sono stati dimenticati o che si è tentato di far cadere nell’oblio della storia.

Esprimo gratitudine al nostro metropolita, Sua Eccellenza Teodor Martynyuk, primo ad accorrere sul luogo della tragedia a Ternopil. La nostra Chiesa ha lì organizzato un centro umanitario per aiutare le vittime.

Oggi preghiamo perché il Signore fermi questa guerra. Supplichiamo: Signore Gesù Cristo, benedici l’Ucraina, benedici i Tuoi figli, benedici tutti coloro che in Te solo ripongono la loro speranza e il loro aiuto!

Signore, benedici la nostra Patria con la Tua giusta pace celeste!

La benedizione di Dio venga su di voi, per mezzo della Sua grazia e misericordia, in ogni tempo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

Sia lodato Gesù Cristo!

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