«Vi prego non stancatevi di essere solidali con l’Ucraina»: Sua Beatitudine Sviatoslav ai vescovi d’Europa
Dal 27 al 30 ottobre 2026, a Salisburgo, si svolge l’Assemblea Plenaria del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) dedicata al tema «Evangelizzazione e sinodalità: la missione dei sacerdoti di oggi in Europa». All’assemblea partecipa anche Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina. Nell’ambito dell’Assemblea i vescovi d’Europa discuteranno delle sfide contemporanee dell’evangelizzazione e del ministero pastorale ed eleggeranno la nuova Presidenza del CCEE.
Rivolgendosi ai vescovi riuniti in Assemblea plenaria del CCEE, Sua Beatitudine Sviatoslav ha, in primo luogo, espresso gratitudine per la preghiera congiunta per la pace in Ucraina svoltasi durante la Santa Messa, con cui il 27 ottobre è stato dato inizio ai lavori dell’assemblea plenaria. Egli ha anche ringraziato l’arcivescovo di Salisburgo S. E. Mons. Franz Lackner e tutti i vescovi cattolici austriaci per la particolare cura manifestata nei confronti della comunità ucraina che ha trovato rifugio in questo Paese.
Il Primate della Chiesa greco-cattolica ucraina ha evidenziato che oggi in Austria vivono circa 100 mila ucraini. Inoltre, ha aggiunto che per rispondere ai loro bisogni spirituali, nell’ambito dell’ordinariato per i fedeli delle Chiese cattoliche orientali, presieduto dall’arcivescovo di Vienna, è stata creata un’adeguata struttura pastorale. I sacerdoti ucraini vengono accolti calorosamente, mentre le comunità ecclesiali locali offrono in uso le proprie chiese per svolgere le celebrazioniliturgiche. A Salisburgo vivono circa 4 mila ucraini e vi opera attivamente la parrocchia ucraina.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso particolare gratitudine a tutti i vescovi d’Europa per l’ospitalità offerta ai rifugiati ucraini, per la solidarietà con l’Ucraina, per l’adeguata cura pastorale per i fedeli ucraini, la costante preghiera e gli aiuti umanitari a quanti soffrono a causa dell’aggressione russa.
«Vi prego, non stancatevi di essere solidali e di sostenerci», ha sottolineato il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, esortando i vescovi europei a continuare a rimanere al fianco del popolo ucraino, soprattutto alla vigilia di un difficile periodo invernale.

Nel suo intervento Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che la guerra della Russia contro l’Ucraina costituisce una minaccia per tutta l’Europa. Secondo l’Arcivescovo Maggiore tale pericolo si è chiaramente palesato durante gli ultimi giorni e nelle ultime settimane sullo sfondo di disordini, saccheggi e atti di vandalismo verificatisi nelle grandi città e nei più importanti centri culturali e spirituali dei paesi europei.
«Anche voi siete diventati un bersaglio. Queste proteste sono guidate da qualcuno. State attenti perché stiamo vivendo una guerra ibrida fatta contro le vostre società e i vostri Stati. Mi dispiace sentire chi giustifica questa violenza lamentando le troppe spese per aiutare l’Ucraina. Tuttavia, sono in pochi a parlare di chi ha portato la guerra in Europa», ha sottolineato il Primate.

Sua Beatitudine Sviatoslav ha richiamato l’attenzione dei presenti sulla situazione critica in Ucraina alla vigilia dell’inverno. Le truppe russe distruggono sistematicamente le infrastrutture vitali delle città e dei paesi ucraini, tentando di privare la popolazione civile di riscaldamento ed elettricità.
Il Primate ha rimarcato che lo sfruttamento del freddo invernale come mezzo di pressione sulla popolazione civile è una manifestazione particolarmente crudele della guerra: «La parte russa sta cercando di trasformare il freddo invernale in un’arma di distruzione di massa. Questo è il modo più economico per colpire la popolazione civile».
In questo contesto ha esortato i vescovi d’Europa alla solidarietà, a proseguire il sostegno umanitario all’Ucraina e a continuare a pregare per il suo popolo: «Abbiamo bisogno della vostra solidarietà, del sostegno alle nostre necessità e di preghiere per i vostri fratelli e sorelle che soffrono in Ucraina».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)


