«Uccidere in nome di Dio è un sacrilegio»: A Kyiv presentata la traduzione in lingua ucraina del Documento sulla fratellanza umana
Il 29 gennaio, a Kyiv, presso il centro Patriarcale della Chiesa greco-cattolica ucraina, si è svolta la presentazione della prima traduzione ucraina del comune Documento sulla «Fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune», firmato il 4 febbraio 2019 ad Abu Dhabi da Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyib.
Pubblicato in tre lingue (ucraino, inglese, arabo), per la prima volta il documento viene reso accessibile al lettore ucraino. La presentazione è stata organizzata dalla Commissione della Chiesa greco-cattolica ucraina per le relazioni interconfessionali e interreligiosi.
Durante la presentazione, Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha illustrato in dettaglio il significato del documento per il mondo contemporaneo e in particolare per l’Ucraina, che sta vivendo la guerra. Ha sottolineato l’idea fondamentale che l’umanità esiste al di là di qualsiasi organizzazione religiosa e che il rispetto per ogni persona — indipendentemente dalla sua fede — è una manifestazione della sapienza del Creatore.
Sua Beatitudine Sviatoslav ha definito la fratellanza il principio chiave del documento: «Colui che non è cristiano, è ugualmente mio fratello. Colui che non è musulmano, è ugualmente mio fratello».
Sua Beatitudine ha dedicato grande attenzione alla libertà religiosa: «Sono tenuto a rispettare la libertà di mio fratello. Solo allora si può parlare di fratellanza». Ricordando le parole del Sua Beatitudine Lubomyr Huzar riguardo al fatto che «i dittatori temono meno le rivolte degli affamati che le persone libere», ha collegato questo alle pratiche totalitarie che limitano la libertà di credo.
A risuonare con maggiore forza nel documento è l’appello di smettere di utilizzare il nome di Dio per giustificare la violenza: «Chiediamo di smettere di usare il nome di Dio per giustificare atti di omicidio, di esilio, di terrorismo e di oppressione… Dio, l’Onnipotente, non ha bisogno di essere difeso da nessuno e non vuole che il Suo nome venga usato per terrorizzare la gente».
Nel contesto dell’aggressione russa contro l’Ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav ha dichiarato: «Questa ideologia che oggi combatte contro l’Ucraina, che chiamiamo ideologia del ”russkij mir” (mondo russo), giustifica la guerra in nome di Dio e definisce la guerra in Ucraina una guerra santa».
Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha espresso profonda speranza che il mondo cristiano sviluppi l’immunità contro questa ideologia: «Il mondo islamico ha avuto l’immunità, gli anticorpi per respingere l’utilizzo della religione ai fini politici… Spero che un’immunità simile si sviluppi anche nei cristiani per opporsi all’ideologia del ”russkij mir”… E così insieme diremo che uccidere in nome di Dio è un sacrilegio, è disprezzo per Dio, che chiamiamo Creatore e Salvatore».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)























