Sua Beatitudine Sviatoslav ha pregato nella Cattedrale di Santa Sofia a Kyiv nel 15 º anniversario della sua intronizzazione
Il 27 marzo 2026, a Kyiv, presso il complesso di Santa Sofia, si è svolto un evento spirituale — la II Via Crucis ecumenica per i prigionieri, le loro famiglie e per una pace giusta in Ucraina. Vi ha preso parte Sua Beatitudine Sviatoslav, Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina.
L’evento si è tenuto esattamente a 15 anni dall’intronizzazione di Sua Beatitudine Sviatoslav al Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina. È simbolico che sia nel 2011 sia oggi l’evento sia stato centrato attorno alla Croce: infatti, l’intronizzazione del 27 marzo 2011 ebbe luogo nella terza domenica di Quaresima, detta Domenica della Venerazione della Croce.
In un commento, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha dichiarato: «Sono grato al Signore Dio di aver potuto trascorrere questa giornata nella preghiera comune per i prigionieri e per i loro familiari e cari nella Santa Sofia di Kyiv — santuario nazionale che è simbolo della resistenza e dell’indomabilità del popolo ucraino».
La Via Crucis ha riunito il clero di diverse confessioni cristiane, nonché rappresentanti di organizzazioni civili, volontari, militari e diplomatici attorno a un obiettivo comune: pregare per i prigionieri di guerra ucraini, sostenere le loro famiglie e affermare una pace giusta in Ucraina.
La Via Crucis è stata presieduta dal Nunzio Apostolico in Ucraina, l’arcivescovo Visvaldas Kulbokas. I partecipanti hanno percorso simbolicamente un cammino di sofferenza e speranza, che è diventato un atto di solidarietà con coloro che si trovano in prigionia russa, nonché un richiamo alla necessità di un’attenzione internazionale alle questioni umanitarie legate alla guerra.
L’evento si è svolto su iniziativa del Movimento internazionale femminile «Per i valori familiari», in collaborazione con il Quartier generale di coordinamento per le questioni relative al trattamento dei prigionieri di guerra. Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza dell’unità interconfessionale, del sostegno spirituale alla società e di una posizione civica attiva in tempo di guerra.
La Via Crucis ha testimoniato l’unità spirituale della società ucraina, ha richiamato l’attenzione sul problema dei prigionieri di guerra ed è diventata un segno di solidarietà nel perseguimento di una pace giusta in Ucraina.
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)







