«Non temere, soltanto abbi fede»: Sua Beatitudine Sviatoslav si rivolge agli ucraini nel contesto delle discussioni sui negoziati di pace
In un momento in cui il Paese vive una crescente tensione a causa di scandali interni legati alla corruzione e dell’intensificarsi dei negoziati internazionali su un possibile piano di pace, Sua Beatitudine Sviatoslav, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, ha esortato gli ucraini a non cedere alla paura e allo scoraggiamento.
Di fronte all’aumento dell’ansia sociale alimentata da notizie su contatti diplomatici, proposte di cessazione della guerra e possibili scenari decisionali, Sua Beatitudine Sviatoslav, nella sua omelia domenicale del 23 novembre pronunciata nella Cattedrale Patriarcale della Risurrezione di Cristo a Kyiv, ha sottolineato che agli ucraini oggi sono particolarmente necessari lucidità, unità e una profonda fiducia nella presenza di Dio.
L’omelia si è centrata sulla storia del Vangelo riguardante la guarigione di una donna che soffriva di sanguinamento e sulle parole pronunciate da Gesù: «Non temere, soltanto abbi fede».
Il Capo della Chiesa ha osservato che il Paese è entrato in un periodo in cui il flusso informativo è saturo di previsioni, pressioni, reazioni emotive e valutazioni controverse. Questo genera un clima di tensione interiore in cui la paura rischia di prevalere sulla razionalità. «Oggi l’Ucraina vive una grande inquietudine. E questa inquietudine non fa che aumentare», ha detto il Primate, aggiungendo che questa settimana la società potrebbe affrontare ulteriori scosse emotive e informative.
In questo contesto, le parole del Vangelo — «Non temere, soltanto abbi fede» — egli le ha definite una risposta spirituale alle sfide che il Paese si trova ad affrontare. La fede, ha spiegato, non è un’emozione, ma un atto che apre la persona alla forza di Dio e le impedisce di dissolversi nel panico. Essa permette di riconoscere la presenza di Cristo nel dolore, di custodire la dignità e di mantenere la capacità di pensare con chiarezza anche quando la situazione appare senza via d’uscita.
Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che nei momenti difficili per l’Ucraina — specialmente quando si tratta di negoziati di pace che potrebbero definire il futuro del Paese — è fondamentale conservare l’unità interiore.
«È così importante oggi essere capaci di unirsi nel nome di Dio e nel nome dell’Ucraina. Abbiamo bisogno di unità nazionale e di concordia per agire come un unico organismo in vista della vittoria sul nemico che ci assale», ha affermato.
Secondo il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, la paura paralizza, divide e indebolisce la società. La fede, invece, dona la forza di vedere una prospettiva anche dove, umanamente, sembra non essercene. Per questo la stabilità spirituale è oggi importante quanto la diplomazia o la difesa militare.
«Avere paura significa morte. Credere significa resurrezione», ha detto. «Credere significa riconoscere Cristo vivente nel mezzo del proprio dolore. Credere significa avere accesso alla sorgente della vita. Credere significa toccare Gesù e permettergli di cambiare tutto, di restituire la vita alla persona».
Sua Beatitudine Sviaroslav ha infine rivolto un appello a tutti — diplomatici, militari, funzionari pubblici, medici — affinché facciano delle parole di Cristo «Non temere, soltanto abbi fede» il proprio principio di vita: «Che queste parole ti diano la possibilità di toccare la sorgente vivificante che è Cristo, presente in mezzo a noi».
Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)














