«Non perdiamo la speranza, perché siamo cristiani»: Sua Beatitudine Sviatoslav ha tenuto una lezione sulla resilienza del popolo ucraino in tempo di guerra

13 gennaio 2026, 16:35 3

Il 9 gennaio, durante la sua visita a Cherkasy, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha visitato l’Università Nazionale di Cherkasy «Bohdan Khmelnytsky». Nel corso dell’incontro con studenti, corpo docente e rappresentanti della comunità, il Capo della Chiesa ha tenuto una lezione intitolata «Fede, speranza, amore. Resilienza in tempo di guerra».

«Non perdiamo la speranza, perché siamo cristiani»: Sua Beatitudine Sviatoslav ha tenuto una lezione sulla resilienza del popolo ucraino in tempo di guerra

Aprendo l’incontro, Sua Beatitudine Sviatoslav ha presentato i risultati di una ricerca condotta tra i cappellani militari sui fattori che influenzano la resilienza spirituale dei militari. Questo studio era stato presentato alcuni mesi prima al Comandante in capo delle Forze Armate dell’Ucraina, il generale Oleksandr Syrsky.

Facendo riferimento alla ricerca, Sua Beatitudine ha osservato che la principale fonte di resilienza del soldato ucraino è la fede in Dio: come ha indicato l’87,5 % dei militari intervistati. «Non si tratta della fede come dottrina. La fede in Dio è una relazione. È la capacità dell’individuo di comunicare con il proprio Creatore e Salvatore. Coloro che guardano in faccia la morte avvertono che la vita umana è qualcosa di più del semplice esistere terreno».

Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato che, nei momenti di crisi estrema, la persona cerca un senso e una fonte da dove trarre forza: «Chi in questa ricerca ha trovato Dio, ha trovato la fonte della propria forza. La fede è la capacità di attingere alla sorgente della propria vita e della possibilità di vivere».


Il secondo fattore di resilienza, secondo i risultati dello studio, è il patriottismo (come dichiarato dal 62,5 %). «Il patriottismo non è odio verso il nemico — ha sottolineato il Capo della Chiesa — perché l’odio rende arida l’anima. L’uomo è stato creato per amare. Si può provare rabbia o odio per un certo periodo della propria vita, della propria storia personale. Tuttavia, solo l’amore genera eroi, mentre l’odio genera criminali».

Secondo le sue parole, l’amore per la Patria dà alla persona una motivazione interiore ad agire anche in assenza di obblighi esterni: «Quando amo, non ho bisogno di ordini. L’amore mi ha già spiegato tutto».

Il terzo importante fattore di resilienza è la famiglia, come afferma quasi il 44 % dei militari intervistati. Sua Beatitudine Sviatoslav ha richiamato l’attenzione sulla profonda crisi dell’istituzione della famiglia in Ucraina e sulle sfide demografiche aggravate dalla guerra.

«È felice quel soldato che sa di avere una famiglia che lo accoglierà anche se ferito, che non lo lascerà solo con le ferite della guerra. Oggi la famiglia ucraina è ferita non meno di ciascuno di noi», ha sottolineato il Capo della Chiesa.

Un ulteriore fenomeno di resilienza, secondo quanto afferma Sua Beatitudine Sviatoslav, è la consapevolezza della correttezza della propria lotta: «Abbiamo il diritto e il dovere di difendere ciò che è nostro. Come cristiani, amiamo tutti, ma non abbiamo il diritto di cedere a nessuno la nostra libertà. E allora tutti i nostri sforzi e le nostre azioni assumono un nuovo significato».


In conclusione, Sua Beatitudine Sviatoslav ha sottolineato l’importanza di praticare le tre virtù teologiche — fede, speranza e amore — per coltivare la resilienza interiore dell’uomo. «La fede è l’inizio del cammino. La speranza è la virtù del pellegrinaggio. L’amore è ciò che dona il senso. La speranza cristiana non è un sentimento, ma il seme della vita eterna piantato nel cuore dell’uomo».

Ha infine condiviso un ricordo personale dell’inizio della guerra nel 2014, quando si trovava presso la Nunziatura Apostolica a Ottawa: «Ho avuto un incontro con i vescovi canadesi e uno di loro, leggendo le notizie dall’Ucraina, mi chiese: ”Voi, là in Ucraina, non avete speranza?” Io risposi: ”Eccellenza, certo che ne abbiamo! Perché siamo cristiani. Crediamo in Dio. Egli rinnova le nostre forze e ci ispira ad amare l’Ucraina. In questa speranza si trova la fonte della nostra resilienza e del nostro cammino in avanti.”».

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)
Foto: Sofiia Rymska

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