«Memoria e gratitudine — due parole che oggi giungono al nostro cuore», Sua Beatitudine Sviatoslav durante la Preghiera per la pace in Ucraina

24 febbraio 2026, 23:24 13

Il 24 febbraio 2026, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala in Ucraina, il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, Sua Beatitudine Sviatoslav, ha presieduto la Preghiera per la pace in Ucraina presso la Cattedrale dei Santi Sergio e Bacco e dell’icona della Madonna di Zhyrovyci a Roma.

«Memoria e gratitudine — due parole che oggi giungono al nostro cuore», Sua Beatitudine Sviatoslav durante la Preghiera per la pace in Ucraina

Insieme al Primate hanno concelebrato l’Amministratore Apostolico dell’Esarcato in Italia, Hryhoriy Komar, il vescovo emerito e canonico della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, Irynej Bilyk, e numerosi sacerdoti dell’Esarcato Apostolico.

Per la pace in Ucraina, nella chiesa, ha pregato anche la comunità ucraina, nonché i rappresentanti del corpo diplomatico — l’ambasciatore d’Ucraina e l’ambasciatrice della Lituania presso la Santa Sede.

«Oggi commemoriamo questo triste anniversario — il quarto anno che ci ricorda l’inizio della guerra su vasta scala in Ucraina. In questo giorno, due parole giungono al nostro cuore: memoria e gratitudine», ha affermato Sua Beatitudine Sviatoslav nella sua omelia.

Rivolgendosi ai presenti, il Primate ha condiviso i propri ricordi personali della mattina del 24 febbraio 2022.

«Ricordo quando siamo entrati nella cattedrale per capire cosa potevamo e cosa dovevamo fare. Dalla riva occidentale del Dnipro vedevamo Kyiv avvolta dalle fiamme. Ricordo che, tra le lacrime, mi è tornata alla mente una canzone: ”Come potrei non amarti, mio Kyiv”. Come possiamo non amarti, Kyiv, che bruci a causa dei bombardamenti russi, dei missili e dei carri armati?», ha ricordato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Egli ha paragonato i sentimenti vissuti al pianto del profeta Geremia sulle rovine di Gerusalemme, sottolineando che il primo passo, in quei momenti, fu la celebrazione di una Liturgia comune nel rifugio: «Lì abbiamo compreso che non eravamo abbandonati da Dio. Gesù, nell’Eucaristia, era presente con il suo popolo».

Il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina ha sottolineato che questo ricordo diventa «deuteronomico» — una legge per il presente: «Questo ricordo della tragedia e dell’eroismo diventa una legge, una norma per la nostra vita odierna. È una legge che ci guida e ci impone: di difendere la nostra Patria, di proteggere la vita umana in Ucraina e di andare avanti con la certezza che il bene trionferà sempre sul male. Già allora, in quel primo momento, eravamo certi che l’Ucraina avrebbe vinto».

Il secondo concetto chiave di Sua Beatitudine Sviatoslav è stato la gratitudine. «Oggi desideriamo ringraziare il Signore Dio e gli eroi dell’Ucraina che ci hanno difeso non solo quel 24 febbraio 2022, ma continuano a farlo giorno e notte nel corso di questi quattro dolorosi anni», ha sottolineato Capo della Chiesa.

Sua Beatitudine Sviatoslav, inoltre, ha rivolto un ringraziamento particolare alla comunità internazionale, ai diplomatici e agli ucraini presenti in Italia, il cui sostegno, preghiera e lavoro aiutano l’Ucraina a resistere.

«Oggi voglio ringraziare tutti gli ucraini in Italia, perché ciascuno, nel proprio ruolo, lotta per la vittoria dell’Ucraina: con la preghiera, il lavoro, la testimonianza della propria vita cristiana e con ogni offerta che sostiene l’esercito ucraino, i volontari, le opere caritative e il servizio della nostra Chiesa», ha affermato il Primate rivolgendosi ai fedeli a Roma.

Un posto speciale nella preghiera di questo giorno è stato riservato alla richiesta di una pace giusta per l’Ucraina, «che non sia semplicemente un accordo tra i potenti di questo mondo, ma uno spazio di vita dove le persone possano avere un futuro sicuro».

«Sappiamo che la causa della guerra è il peccato umano. Sono gli uomini che iniziano le guerre e allo stesso tempo diventano schiavi di questo demone che distrugge persino coloro che l’hanno liberato. Ma sappiamo anche che colui che pone fine alle guerre e al peccato è il nostro Dio Salvatore. Per questo oggi preghiamo: ”Dio grande e unico, proteggi la nostra Ucraina!”», ha concluso nella preghiera il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina.

Segretariato dell’Arcivescovo Maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina (Roma)

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